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Degrado nelle città, Salvini dà più potere ai prefetti. Di Maio: “Non è democratico”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 18 Apr. 2019 alle 11:55 Aggiornato il 18 Apr. 2019 alle 12:32
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Immagine di copertina

Non è un periodo felice nel governo giallo-verde. Nelle ultime settimane, infatti, Lega e Movimento Cinque Stelle sembrano in disaccordo su tutto. L’ultimo tema di “scontro” politico tra le due anime dell’esecutivo riguarda la nuova direttiva del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, rivolta a tutti i prefetti d’Italia.

Il leader della Lega, per contrastare in modo più efficace il degrado urbano e rafforzare la sicurezza delle città, ha stabilito che, in alcuni casi, i prefetti possano emanare delle ordinanze per proteggere le cosiddette “zone rosse delle città” dalle attività illegali, attraverso strumenti “di natura straordinaria e urgente”.

Con “zone rosse”, Salvini intende quelle aree più popolose delle città, caratterizzate dalla presenza di scuole, università e aree verdi, nelle quali sono necessari maggiori controlli per garantire la sicurezza di tutti.

Una decisione che ha provato la reazione piccata del M5s. Luigi Di Maio, infatti, ha dichiarato che con la direttiva Salvini in alcune occasioni i prefetti avranno “più poteri dei sindaci”, cui spetta normalmente il potere sulle decisioni relative alla sicurezza.

“Io – ha continuato il vicepremier – sono dell’opinione che chi governa lo scelgono i cittadini. È l’ABC della democrazia. Esprimi un voto e poi giudichi al termine del mandato”.

Sulla sponda gialla del governo, dunque, la direttiva sul degrado delle città non è stata accolta nel migliore dei modi. Dal quartier generale del Movimento, anzi, qualcuno ha rincarato la dose, come riportato dal quotidiano La Stampa: “Sembra di tornare ai tempi dei podestà fascisti”.

Salvini, però, non è d’accordo e anzi sottolinea che la direttiva, che si ispira “all’ordinanza anti-balordi del prefetto di Firenze, Laura Lega”, aiuterà “i sindaci distratti” a combattere il degrado nelle città.

Dopo la questione migranti dalla Libia e la discussione sul Def e sull’aumento dell’Iva, è sulla sicurezza nelle città che si gioca la nuova partita tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Soprattutto in ottica elezioni europee.

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