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Il Pd valuta se rompere l’alleanza con il M5S: “Così non si va avanti”

I Dem si organizzano per una "conclusione ordinata della legislatura"

Di Donato De Sena
Pubblicato il 7 Nov. 2019 alle 07:46 Aggiornato il 15 Nov. 2019 alle 16:34
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Immagine di copertina
Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio

Pd valuta se rompere l’alleanza con il M5S

Il Pd valuta se rompere l’alleanza di governo. Se arrivare ad uno strappo dell’alleanza centrosinistra-M5S per aprire la strada a nuove elezioni politiche. Lo racconta un retroscena di Repubblica, che rivela l’esistenza di una sorta di road map per quella che i Dem definiscono “conclusione ordinata della legislatura”.

Il primo a pronunciare la frase sarebbe stato proprio il segretario Nicola Zingaretti. Ma anche la componente governista guidata da Dario Franceschini si sarebbe rassegnata. Mentre molti ministri ripetono che “questo governo non è in rodaggio, non è proprio partito”.

La convinzione nel Partito Democratico è che la situazione nella maggioranza di governo non possa migliorare, visto che gli strappi continui di Matteo Renzi e Luigi Di Maio continuano ad alimentare la macchina della propaganda della destra a trazione Lega.

Repubblica spiega che secondo Zingaretti un’alternativa alla rottura quasi non esiste più. E che è considerato il pericolo maggiore arrivare alle elezioni nelle condizioni peggiori.

Alla “conclusione ordinata della legislatura” secondo i Dem si arriverebbe facendo uscire il Pd dal ruolo usurante di “forza responsabile”.

“Se si accendono le fiamme, non saremo più i pompieri”, è una delle frasi che circola. L’obiettivo è poi quello di trovare o concordare un sistema che metta fine all’esperienza di governo e tornare al voto.

Pd-M5S, tre step per lo strappo

Il piano prevede tre step fino a fine anno. La prima è il caso Ilva. La crisi si aprirebbe automaticamente in assenza di una soluzione o di una via d’uscita.

La seconda tappa è la legge di Bilancio. L’esperienza di governo verrebbe chiusa in caso di approvazione “balcanizzata”.

Il terzo appuntamento è la  legge elettorale. Il testo della riforma dovrà essere presentato entro dicembre. Il tentativo, in questo caso, è di tornare alle urne con un nuovo sistema. Ma se si alzeranno i veti di Italia Viva e Movimento 5 Stelle, il Pd è pronto a tenere in vita il sistema attuale. Il cosiddetto Rosatellum: due terzi di proporzionale e un terzo di maggioritario.

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