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Home » Politica

Quando il Pd chiamava Conte “coso” e lo definiva “imbarazzante”

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Credit: Photo by Bertrand GUAY / AFP

Se alla fine l'accordo tra Pd e Cinque Stelle davvero andrà con Conte premier, per alcuni deputati e senatori sarà molto difficile votare la fiducia a un Conte bis

La crisi di governo che va avanti dall’8 agosto scorso sta certamente costringendo i partiti e i movimenti politici a confrontarsi con dichiarazioni nettamente contrastanti con l’attuale quadro di contrattazioni.

Se alla fine l’accordo tra Pd e Cinque Stelle davvero andrà in porto all’insegna del premier Conte, per alcuni deputati e senatori sarà molto difficile votare la fiducia a un Conte bis.

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Uno di questi è certamente Filippo Sensi che durante questi mesi di governo gialloverde ha sempre irriso il premier chiamandolo “Coso” ; “Coso che dice ai giornalisti “sono io la massima autorità di governo” mi sembro io e gli “stasera non esci” a Camilla”, cioè la figlia; “Ma quindi mi nasce la lista Coso?”; “Certo la perfidia, poro Coso, il giorno del compleanno”, il commento nella serata in cui Salvini metteva fine al governo.

Crisi di governo: il riassunto della giornata di ieri

Ma non c’è solo Sensi.

Matteo Renzi, il 3 giugno, quando Conte parla in una conferenza stampa a proposito del chiarimento con i due vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio e sul bilancio del primo anno di governo, scriveva su Facebook: “La conferenza stampa di Conte segna oggi una figuraccia per le istituzioni e per Palazzo Chigi. Un premier che non decide, non conta, non governa”.

Di lui, il 7 agosto, dirà anche: “È semplicemente imbarazzante”.

Così come, il senatore renziano Francesco Bonifazi, e il deputato Michele Anzaldi, in passato lo definiscono “burattino”, a proposito nella vicenda sull’immunità per il ministro dell’Interno e dell’influenza che sui di lui eserciterebbe il suo portavoce Rocco Casalino. O ancora la senatrice Simona Malpezzi quando si riferiva a Conte dicendogli: “Ma che razza di uomo di legge sei?”, o il capogruppo alla Camera Andrea Marcucci che gli diceva “sei solo chiacchiere e distintivo”.

Al momento, comunque, questo matrimonio Pd-M5S sembra più che in salita: stando a quanto riferito da fonti Dem è stato annullato il vertice in programma delle 11 tra le delegazioni del M5S, Di Maio e Conte, e del Pd, Zingaretti e Orlando. Al Nazareno sarebbe giunta una telefonata da Palazzo Chigi al Nazareno per annullare l’incontro.

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