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L’Ice va a Milano-Cortina: l’agenzia di Trump sarà alle Olimpiadi invernali. Imbarazzo per il governo Meloni

Immagine di copertina
Agenti di un’unità speciale dell'Homeland Security Investigations (HSI) della Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti durante un raid nell’ambito dell'Operazione Pipeline Express

Prima il silenzio, poi la gaffe di Fontana e infine la conferma degli Usa. La presenza dell’agenzia federale ai Giochi spacca maggioranza e opposizioni dopo gli omicidi di Minneapolis e le minacce ai giornalisti della Rai. Ecco di cosa si occuperà

Agenti della Immigration & Customs Enforcement degli Stati Uniti, l’ormai famigerata agenzia federale americana ICE responsabile dell’omicidio di due manifestanti a Minneapolis, saranno presenti alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, una partecipazione che ha messo in difficoltà il governo della premier Giorgia Meloni, attaccato dalle opposizioni.
Diventata famosa in tutto il mondo per i raid anti-immigrati e per le violenze in Minnesota, in particolare per gli omicidi della poetessa e madre di tre figli Renee Nicole Macklin Good e dell’infermiere di un ospedale per veterani Alex Jeffrey Pretti e per le minacce ai giornalisti Rai, questa forza di polizia statunitense dovrebbe occuparsi, come rivela il nome, del “Controllo dell’immigrazione e delle Dogane” ma, rispondendo al dipartimento per la Sicurezza Nazionale, svolge anche altri compiti all’estero, soprattutto investigativi e di supporto alle missioni diplomatiche.
Proprio la violenza mostrata a Minneapolis però ha scatenato l’indignazione di una larga fetta dell’opinione pubblica, tanto negli Stati Uniti quanto in Europa, alimentando la polemica politica in Italia. D’altronde ieri era stato lo stesso ministro degli Esteri del governo Meloni, Antonio Tajani, a prendere le distanze dai metodi dell’agenzia statunitense. “Tra arrestare una persona armata e ucciderla c’è una bella differenza”, aveva detto il capo della Farnesina. Ma riavvolgiamo il nastro.

L’ICE va alle Olimpiadi
La prima notizia della presenza di agenti dell’ICE ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 era apparsa sabato 24 gennaio su Il Fatto quotidiano, facendo insorgere le opposizioni che chiedevano chiarimenti al Governo. Allora il ministro dell’Interno in quota Lega, Matteo Piantedosi, aveva smentito, affermando che la presenza dell’agenzia statunitense ai Giochi non risultava al Viminale.
Ma la conferma è arrivata ieri, per sbaglio, da parte del presidente della Lombardia, Attilio Fontana. L’esponente leghista ha infatti dichiarato che uomini della famigerata agenzia statunitense avrebbero presenziato alle Olimpiadi ma soltanto come parte della scorta del vicepresidente e del segretario di Stato, J.D. Vance e Marco Rubio in “misura difensiva”.
Dichiarazioni che hanno alimentato le polemiche, anche all’interno della maggioranza. Il Viminale e alcuni esponenti del Governo, secondo un retroscena de La Stampa, non avrebbero infatti gradito, preferendo invece che questa informazione restasse “a conoscenza delle sole autorità”.
Tanto che da Regione Lombardia avevano provato a correre ai ripari, bollando il ragionamento del presidente come “ipotetico”. Ormai però la frittata era fatta. Anche perché sempre ieri Piantedosi parlato di una polemica nata “sul nulla”. “Gli americani, come tutte le delegazioni, non hanno comunicato l’elenco delle presenze”, aveva chiarito il responsabile del Viminale, assicurando: “ICE non opererà sul territorio nazionale italiano”. Ogni attività di ordine pubblico, aveva ribadito, resta in capo al ministero e, d’altra parte, l’agenzia Usa adotta “metodologie che non fanno parte del nostro bagaglio”. “Non vedo preclusioni”, aveva invece commentato il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e leader leghista Matteo Salvini sull’ipotesi della presenza dell’ICE a Milano-Cortina.

Cosa farà l’ICE a Milano-Cortina
La conferma da parte statunitense è arrivata in serata ai microfoni dell’agenzia di stampa Adnkronos, tanto che il Governo ha dovuto precisare che l’agenzia statunitense non si occuperà dei controlli ma solo della sicurezza delle delegazioni Usa. “Come in precedenti eventi olimpici, diverse agenzie federali supportano il Servizio di Sicurezza Diplomatica, tra cui Homeland Security Investigations, la componente investigativa dell’Ice”, avevano fatto sapere all’agenzia fonti dell’ambasciata Usa a Roma. “Durante le Olimpiadi, l’Ice Homeland Security Investigations fornirà supporto al Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e alla nazione ospitante per verificare e mitigare i rischi derivanti dalle organizzazioni criminali transnazionali”, ha poi confermato oggi un portavoce dell’ICE all’agenzia francese Afp.
Presso la rappresentanza diplomatica di Via Veneto nella capitale e i rispettivi consolati di Milano, Roma, Firenze e Napoli operano infatti stabilmente alcuni agenti di questo ente federale, deputato sia al contrasto alla criminalità transnazionale e alle minacce alla sicurezza delle delegazioni Usa in visita in Italia che al supporto alle missioni diplomatiche statunitensi nel nostro Paese.
Sarà questo appunto il ruolo svolto dagli agenti dell’ICE, che affiancheranno il Servizio di Sicurezza svolgendo attività di supporto informativo e di intelligence, mentre in genere si occupano di visti e immigrazione. “Ovviamente l’Ice non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri. In occasione delle Olimpiadi, l’Homeland Security Investigations dell’Ice supporta il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano e il Paese ospitante nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali”, ha spiegato in una nota la vice segretaria del dipartimento per la Sicurezza Nazionale Usa, Tricia McLaughlin, citata da Repubblica. “Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana”.

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