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Nuovo governo Pd-M5S: lite tra Conte e Di Maio per il ruolo di Fraccaro come sottosegretario alla presidenza del Consiglio

Secondo diversi retroscena, il premier e il neo ministro degli Esteri sarebbero già ai ferri corti

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 5 Set. 2019 alle 08:59
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Nuovo governo Pd-M5S: lite tra Conte e Di Maio per il ruolo di Fraccaro

Una lite tra Giuseppe Conte e Luigi Di Maio avrebbe messo in discussione sino all’ultimo la nascita del nuovo governo Pd-M5S.

Secondo quanto ricostruito da diversi quotidiani, infatti, al centro della disputa tra il premier e il neo ministro degli Esteri vi sarebbe stato il ruolo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio, affidato, poi, a Riccardo Fraccaro, fedelissimo del capo politico del Movimento 5 Stelle.

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Tuttavia, Giuseppe Conte avrebbe preferito nominare Roberto Chieppa, segretario generale di Palazzo Chigi, con il quale si è trovato in sintonia nel corso della sua prima esperienza da premier.

A dimostrazione delle difficoltà incontrate sino all’ultimo minuto vi sarebbe anche l’orario in cui Conte mercoledì 4 settembre è salito al Colle per sciogliere la riserva e presentare al presidente della Repubblica la lista dei ministri.

Il presidente del Consiglio incaricato, infatti, era atteso al Quirinale nella mattinata di mercoledì 4 settembre, ma è arrivato solamente intorno alle 14, dopo una estenuante trattativa con Luigi Di Maio, il quale avrebbe minacciato, sino all’ultimo, di far saltare il governo se Fraccaro non fosse diventato sottosegretario.

Perso il posto da vicepremier, infatti, Di Maio avrebbe preteso comunque di avere un suo uomo all’interno di Palazzo Chigi per “controllare” in tempo reale il lavoro del premier.

Alla fine Conte sarebbe stato costretto a cedere, anche se, sempre secondo le ricostruzioni, avrebbe già in mente un piano per “depotenziare” Fraccaro, nominando comunque Chieppa come sottosegretario alla presidenza, affidandogli importanti “deleghe in ambito legislativo”.

Una mossa, quella di Conte, che isolerebbe sempre di più Di Maio, ormai accerchiato tra Conte, sempre più leader del Movimento 5 Stelle, Grillo, che di fatto gli ha “imposto” l’accordo con il PD e l’area interna al partito che fa riferimento al presidente della Camera Roberto Fico.