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Nicola Morra, chi è il probabile nuovo ministro dell’Istruzione dopo l’addio di Fioramonti

Di Donato De Sena
Pubblicato il 26 Dic. 2019 alle 16:00
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Immagine di copertina
Il senatore M5S Nicola Morra, presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Foto: Facebook

Nicola Morra, chi è il probabile nuovo ministro dell’Istruzione

È uno storico esponente del Movimento 5 Stelle il probabile nuovo ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dopo l’addio al governo dell’economista Lorenzo Fioramonti. Si tratta di Nicola Morra, 56 anni, docente di liceo, senatore dal 2013 e dal 2018 presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Nato a Genova, si è laureato in filosofia presso La Sapienza di Roma, per poi specializzarsi in bioetica all’Università degli Studi di Bari. Dopo gli studi si è trasferito in Calabria, dove ha svolto la professione di docente di storia e filosofia. Dopo la prima elezione al Senato nel 2013 è stato scelto come capogruppo M5S a Palazzo Madama, incarico mantenuto per tre mesi, ed è stato vicepresidente della Commissioni Affari Costituzionali.

Il nome di Morra come possibile ministro dell’Istruzione era circolato già nei mesi scorsi, dopo la caduta del primo governo Conte per lo strappo di Matteo Salvini e in occasione della formazione dell’esecutivo Conte-bis. La scelta era però ricaduta su Fioramonti.

Morra è uno degli esponenti M5S che è stato descritto come non allineato rispetto alle posizioni del capo politico Luigi Di Maio, anche se non ha mai polemizzato pubblicamente con l’attuale ministro degli Esteri. Certamente è stato tra i fautori dell’accordo di governo tra Movimento 5 Stelle e Pd.

Trovatene un altro così coerente: Fioramonti si è dimesso per il vero interesse pubblico (di L. Telese)

Considerando il ruolo di presidente della Commissione antimafia, l’impegno politico di Morra riguarda soprattutto la lotta alla grande criminalità organizzata. Un lavoro che ha portato anche a qualche svolta, come ad esempio la desecretazione di atti importanti della stessa commissione. Proprio due giorni fa, il 24 dicembre, è stato reso pubblico un nuovo documento, il resoconto di un’audizione che il giudice Giovanni Falcone rese davanti all’Antimafia nel 1988.

Pochi giorni fa in occasione del maxi blitz contro la ‘ndrangheta in provincia di Vibo Valentia Morra ha dichiarato: “Stanotte lo Stato ha dimostrato ancora una volta tutta la sua capacità di reazione dispiegando uomini e mezzi per un attacco frontale. Da oggi in Calabria si respira un’aria migliore, un’aria che ha il sapore di libertà”.

E ancora: “Queste continue operazioni devono farci comprendere la potenza di fuoco e di penetrazione delle mafie e quindi la lotta alla criminalità organizzata deve essere il primo punto dell’agenda politica. Non basta un applauso al momento degli arresti ma c’è bisogno di sostegno concreto e continuo per le necessità delle forze dell’ordine e della magistratura. Dall’altra parte tutti noi cittadini dobbiamo avere fiducia nelle capacità di contrasto delle istituzioni contro le mafie. Ma le istituzioni vanno protette e rispettate e non abbandonate per mere beghe di partito. Oggi è una bella giornata per chi ha a cuore la legalità”.

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