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La Alan Kurdi attracca a Taranto: sbarcano 88 migranti

Alan Kurdi a Taranto, ok del Viminale: 88 migranti ricollocati in 5 Paesi. Il Partito Democratico annuncia modifiche a dl sicurezza

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 3 Nov. 2019 alle 08:27 Aggiornato il 3 Nov. 2019 alle 13:33
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Immagine di copertina
La nave Alan Kurdi Credit: Ansa

La nave Alan Kurdi sbarca a Taranto

Dopo otto giorni di odissea nel Mediterraneo, sbarcano questa mattina a Taranto gli 88 migranti a bordo della Alan Kurdi. La nave, dopo aver sfidato il divieto, è entrata nelle acque territoriali italiane e ha attraccato poi nel porto pugliese.

“Le operazioni di sbarco si sono concluse. I migranti fortunatamente stanno tutti bene. Tra loro ci sono cinque minori non accompagnati e una sola donna. Tutto si è svolto nella massima tranquillità, la macchina dei soccorsi e dell’accoglienza è ormai rodata”. Lo comunica l’assessore al Welfare del Comune di Taranto, Gabriella Ficocelli.

“I migranti – spiega l’assessore – ora verranno accolti in hotspot dove hanno già fatto l’identificazione. Riceveranno adesso un kit per la doccia, e abbigliamento anche intimo per potersi cambiare. Avranno assistenza sanitaria ma non ci sono particolari esigenze: sono solo stanchi e provati dal viaggio”.

“Sui loro volti – aggiunge – abbiamo visto grandissimi sorrisi, non vedevano l’ora di scendere”. “Nell’arco di 36 ore al massimo – prosegue – i migranti saranno smistati. Per ora solo i minori non accompagnati resteranno in Puglia nelle comunità educative che hanno dato disponibilità, gli altri andranno tutti via. Solo 21 resteranno in Italia”.

La Alan Kurdi ha ottenuto la possibilità di un porto sicuro dopo aver soccorso sabato scorso 88 migranti, intervento contrastato dalla guardia costiera libica che avrebbe usato anche le armi, come ha denunciato la Sea Eye, l’Ong proprietaria del’imbarcazione.

Migranti della Alan Kurdi sbarcano, il commento del Viminale e dell’esecutivo

Per la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese “non siamo di fronte ad alcuna invasione: basti pensare che nel 2019 gli arrivi sono stati circa 9.600 rispetto ai 22mila di tutto il 2018”. La ministra riconosce che a settembre c’è stato un aumento degli arrivi, “ma è riconducibile soprattutto all’aumento degli sbarchi autonomi”.

Il Viminale ha reso noto che si è conclusa la procedura di ricollocazione dei migranti presenti sull’imbarcazione, attivata sulla base del pre-accordo raggiunto nel corso del vertice di Malta. La Germania e la Francia ne accoglieranno 60, il Portogallo 5 e l’Irlanda 2.

Prosegue intanto il dibattito politico, con le forze di maggioranza pronte a modificare i dl sicurezza targati Matteo Salvini. Enrico Borghi, vicecapogruppo Pd alla Camera, ha spiegato: “Vogliamo recepire le indicazioni del presidente Mattarella, come ha spiegato bene anche il ministro Lamorgese. Vorremmo verificare se ci sono gli spazi anche per modifiche più incisive”.

L’esecutivo giallorosso è anche al lavoro per apportare dei correttivi all’accordo firmato nel febbraio 2017 con la Libia, contestato da Ong e associazioni e rinnovatosi in automatico sabato 2 novembre. Il ministro degli Esteri Di Maio ha sottolineato: “Bisogna rafforzare le condizioni per i migranti, migliorarle di molto sia nei centri sia nella gestione dello sbarco, quando la Guardia Costiera li salva in mare. E’ un lavoro che stiamo facendo con Unhcr e Oim”.

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