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Home » Politica

Quando Meloni parlava come Salvini: “Complimenti a Putin per la rielezione, la volontà del popolo russo è inequivocabile”

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Credit: AGF

Oggi parla di “elezioni farsa”, ma sei anni fa Giorgia Meloni non aveva nulla da obiettare alla conferma di Vladimir Putin alla guida del Cremlino. “Complimenti a Vladimir Putin per la sua quarta elezione a presidente della Federazione russa. La volontà del popolo in queste elezioni russe appare inequivocabile”, scriveva su Facebook il 18 marzo 2018 l’allora semplice leader di Fratelli d’Italia .

La Giorgia Meloni di ieri assomiglia terribilmente al Matteo Salvini di oggi, contestatissimo anche all’interno del centrodestra per aver detto, rispetto alla vittoria di Putin, che “quando un popolo vota ha sempre ragione”.

All’epoca Meloni era presidente di un piccolo partito di opposizione: solo due settimane prima, Fratelli d’Italia aveva raccolto un misero 4% alle elezioni politiche. Oggi le cose sono molto diverse: gli eredi del Movimento Sociale Italiano veleggiano tra il 25 e il 30% dei consensi e la loro leader è stata nel frattempo eletta presidente del Consiglio.

Ieri, in Senato, la premier ha sottolineato – anche per prendere le distanze da Salvini – che il Governo “condanna lo svolgimento di elezioni farsa in territorio ucraino”. Il riferimento è alle operazioni di voto tenutesi nelle regioni occupate del Donbass e della Crimea.

Eppure nel 2014, quando in Crimea si svolse il referendum voluto da Putin per annettere la regione alla Russia, Meloni non ebbe nulla da ridire. Anzi: “Giusto che sul futuro della Crimea si esprima il popolo con un referendum”, scriveva su Twitter l’1 marzo.

E cinque anni dopo, il 9 ottobre 2019, la pensava probabilmente ancora così, visto che – sempre su Twitter – osservava polemicamente: “Usa e Ue giustificano sanzioni a Russia come reazione alla violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Ora coerentemente pretendiamo dall’Ue sanzioni contro Turchia di Erdogan dopo invasione Siria del nord e guerra ai curdi, popolo che tanti meriti ha nella lotta a Isis”.

Qualche giorno prima, l’1 ottobre, la stessa Meloni interveniva alla Camera per chiedere che l’Italia ritirasse il proprio sostegno alle sanzioni contro la Russia. “Non ha alcun senso oggi – diceva la leader di Fratello d’Italia – a forzare l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea e nella Nato portando inevitabilmente avanti una crisi con la Federazione russa”.

Parole – va detto – per certi versi profetiche, se rilette alla luce dell’invasione lanciata da Putin il 24 febbraio 2022. Eppure nel frattempo la leader di Fratelli d’Italia ha evidentemente cambiato idea.

LEGGI ANCHE: Così le guerre in Ucraina e Medio Oriente hanno cambiato l’Italia

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