Giorgia Meloni: “Il ddl contro l’omotransfobia è liberticida, scendiamo in piazza”

Il partito di Giorgia Meloni annuncia la propria adesione all’iniziativa #RestiamoLiberi, promossa dal movimento pro-famiglia, e la sua partecipazione alle manifestazioni che si terranno in alcune città tra l'11 e il 16 luglio

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 8 Lug. 2020 alle 15:03
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Fratelli d’Italia aderisce alle manifestazioni contro la legge sull’omotransfobia

“La proposta Zan è pericolosa e liberticida”. Così il partito di Giorgia Meloni annuncia la propria adesione all’iniziativa #RestiamoLiberi, promossa dal movimento pro-famiglia, e la sua partecipazione alle manifestazioni che si terranno in alcune città tra l’11 e il 16 luglio.

Il Dipartimento “Pari Opportunità, Famiglia e valori non negoziabili” di Fratelli d’Italia spiega così la sua contrarietà al progetto di legge presentato dal deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, allo scopo di modificare gli articoli 604-bis e 604-ter del codice penale: “FdI si sta già battendo nella Commissione Giustizia della Camera contro un testo che, per il suo furore ideologico, apre la strada a derive liberticide, impedendo la libertà di espressione e di opinione e diventando una ‘legge bavaglio’. Inoltre, non serve l’introduzione di nuove fattispecie di reato. La legislazione vigente garantisce il diritto a non essere discriminati e il nostro ordinamento giuridico punisce, giustamente, le condotte discriminatorie basate sull’orientamento sessuale”.

“Di fatto la proposta Zan è pericolosa, se diventasse legge potrebbe essere utilizzata come arma di repressione di ogni forma di dissenso, introducendo una nuova fattispecie di reato, quello di ‘omofobia’ che non riceve una definizione legislativa precisa. Lasciando così ampi spazi interpretativi e discrezionali alla magistratura, con il rischio concreto di scivolare nel reato di opinione, colpendo chiunque la pensi diversamente rispetto ad alcuni ‘dogmi’ in materia di identità sessuale e di genere o, più semplicemente, chi sostiene – ad esempio – che un bambino ha bisogno di una madre e di un padre o che la pratica dell’utero in affitto sia barbarica e debba essere considerata un reato universale o, ancora, utilizzare espressioni come identità di genere maschile e femminile, rifiutando la ‘filosofia’ del terzo genere o del genere indistinto”, aggiungono la senatrice Isabella Rauti (responsabile del dipartimento “Pari opportunità, famiglia, valori non negoziabili”) e Carolina Varchi (capogruppo FDI in Commissione giustizia alla Camera dei Deputati).

La presa di posizione di Fratelli d’Italia arriva 24 ore dopo le polemiche relative post del leghista Matteo Gazzini, nel quale si affermava: “Non ci può essere libertà se non si permette ad una persona di essere razzista. Il problema non è il razzismo, ma la discriminazione che il razzismo crea e questo è inaccettabile in una società civile”. In modo provocatorio, Matteo Salvini ha annunciato una proposta di legge contro l’eterofobia, dicendo che: “Non c’è il pestaggio più grave rispetto a un altro, a questo punto presentiamo un bel disegno di legge contro l’eterofobia, perché non c’è differenza se vengo preso a schiaffi io o un altro”.

Davvero brillante, a questo proposito, il commento ironico di Elena Comelli, esponente del network Milano 2030: “Salvini propone una legge che combatta l’eterofobia, cioè che condanni chi ha paura del diverso. È una nemesi stupenda”.

E proprio a Varese, dove la Lega ha le sue origini, si è registrato nelle scorse ore un grave episodio di omofobia. “Non è giusto che in questo periodo di emergenza io debba perdere tempo per operare questi froci o si impegnino le sale per le interruzioni di gravidanza”, avrebbe detto un medico, mentre il paziente in questione già si trovava sotto anestesia, ma facendosi sentire dai colleghi, che hanno riportato il fatto alla direzione dell’ospedale.

“Questa è la prova, l’ennesima, che c’è veramente bisogno di una legge che combatta l’omotransfobia”, commenta Walter Girardi, Portavoce del Comitato “Rosa Parks” di Varese Possibile. “I casi di violenza verbale e fisica aumentano sempre di più, così come la gravità degli episodi”.

“Non ci interessa sapere l’ospedale o il nome del primario, riteniamo però questo evento decisamente grave e preoccupante…e soprattutto non possiamo accettare che questi atteggiamenti discriminatori e vessatori avvengano in una realtà come un ospedale. Riteniamo inoltre che la sospensione sia una punizione fin troppo lieve per la gravità del fatto. Ci sono gli estremi per una radiazione dall’albo soprattutto perché negare o solo pensare di negare a qualcuno, a causa del proprio orientamento sessuale, una cura o una prestazione ospedaliera è una violazione di un diritto universale come il diritto alla salute ed è anche una palese violazione del giuramento di Ippocrate”, continua l’esponente di Possibile.

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