In Europa nessuno vuole il M5S: il Movimento ha chiesto di aderire a 4 gruppi e tutti hanno risposto no

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 27 Giu. 2019 alle 13:22 Aggiornato il 11 Set. 2019 alle 00:43
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Immagine di copertina
Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico del M5S. Credit: Afp/Michele Spatari/NurPhoto

M5S Parlamento europeo – Sotto la coltre del caos della politica italiana al solito monopolizzate dal feroce bambino viziato al ministero dell’Interno, in Europa il Movimento 5 Stelle sta cercando una collocazione in vista della prima seduta del Parlamento europeo incassando un filetto di rifiuti che rende benissimo l’idea di ciò che pensano gli altri del nostro benedetto bel Paese.

L’ultimo tentativo per trovare casa è avvenuto pochi giorni fa con il gruppo Gue (Gruppo della sinistra unitaria europea) e il fatto che il Movimento abbia bussato alla porta della sinistra in Europa rende benissimo l’idea di come i pentastellati siano sull’orlo della disperazione.

Inutile dire che Podemos, Die Link e Syryza abbiano chiuso la porta in faccia a quelli che qui da noi governano con Salvini in meno di 24 ore, senza nemmeno troppo tempo per pensarci su.

Ue, il M5s aveva chiesto di aderire al gruppo della sinistra radicale, ma non è stato accettato

M5S Parlamento europeo – E così i 14 eurodeputati del Movimento ora si ritrovano ancora senza casa, con lo spettro di finire nel calderone del gruppo misto in Europa e quindi con pochissime possibilità di incidere seriamente nella politica europea, di avere spazio nelle commissioni e di godere dei benefici economici dell’appartenenza a un gruppo.

Il regolamento europeo è chiarissimo: per formare un gruppo servono almeno 25 elementi eletti in sette diversi Stati dell’Unione. Nell’ultima legislatura il Movimento 5 Stelle stavano nel gruppo con Nigel Farage, Ukip, nonostante ci tenessero a dire che erano comunque indipendenti (e come si possa passare da Farage el Gue rende bene l’idea della confusione in casa 5 Stelle).

Ci hanno provato con i Verdi, con cui erano convinti di poter chiudere, ma anche lì hanno incassato solo un netto rifiuto (sempre per merito delle gesta del loro alleato qui in casa nostra, Matteo Salvini) e ora il loro peregrinare diventa sempre più difficile.

Hanno incassato il no dei liberali (ma va? Lì comanda Macron, per dire) e sono addirittura riusciti a farsi dire no dai Conservatori e riformisti europei (estrema destra, il gruppo della compagine di Giorgia Meloni, per capirci) e potete immaginare che faccia abbiano fatto quelli del Gue quando poi li hanno ritrovati alla loro porta.

La data di scadenza per aderire a un gruppo era ieri e il prossimo 2 luglio ci sarà la prima assemblea plenaria. Dicono quelli del Movimento 5 Stelle che “destra e sinistra non esistono più” e che siano ideologie superate. Di solito chi si dichiara né di destra né di sinistra sta preferibilmente a destra. E evidentemente anche in Europa la pensano così. E intanto il tempo scorre. E qui non ne parla quasi nessuno.

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