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Lettera a TPI: “Due mandati, il farmaco contro la schizofrenia di destra e sinistra”

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Lettera di un lettore di TPI alla redazione:

“È evidente che la gente è poco seria quando parla di sinistra e destra”. Così esordiva  quella canzone della quale ancora non se ne è compresa l’essenza, soprassedendo al senso del ridicolo in cui Gaber inquadrava l’ideologia. L’ignoranza popolare si ritorce contro il popolo stesso, come un tempo facevano le religioni sfruttando il terrore della consapevolezza di morire, oggi, i partiti, amano definirsi di destra e di sinistra con il solo intento di inoculare paure contrapposte tra l’uno e l’altro schieramento, non perchè ci credano ma esclusivamente per l’esercizio del potere e le differenze non si riducono alla minestrina di destra e il minestrone di sinistra ma quello che vorrebbero darci a bere è ben più grave e lesivo per la nostra capacità di intendere e di volere.

Cosa significa definirsi di destra? La destra sociale, mussoliniana, si aggira in vari modi cercando di appropriarsi del  malcontento nelle borgate più povere, ma cosa c’entra questo con il sentirsi di destra alla Draghi? Con il capitalismo più sfrenato, quello che dei poveri se ne frega, che guarda esclusivamente al business finanziario. Cosa significa definirsi di sinistra? Certamente quel popolo che era di Berlinguer ora segue altre strade e allora cosa rimane oltre al voto di numerosi vecchi, ai quali si è straordinariamente allungata la vita, che non riescono a vedere oltre la loro nostalgia, non riescono a vedere che la loro sinistra è votata solo da loro e solo in determinati quartieri dove la vita è più facile, la sinistra non sta più nelle fabbriche e se ancora resiste lo deve al contributo ingannevole di personaggi radical chic che un povero o un operaio non lo hanno mai visto nemmeno col binocolo.

La destra e la sinistra sono il più grande inganno perpetrato ai nostri danni. Eravamo arrivati ad avere qualcosa che avrebbe potuto superare questo tentativo di circonvenzione di incapace nei nostri confronti ma temo che anche questo sia arrivato al capolinea.

Un Movimento che avrebbe appoggiato qualsiasi cosa dettata solo dal buon senso, a prescindere da qualsiasi etichettatura, un sistema che si era dato soprattutto delle regole che andavano accettate e rispettate nel momento in cui avresti deciso di far parte di quell’avventura, le regole come unico argine alle umane miserie. Gianroberto Casaleggio diceva che derogare ad un regola significava abolirla e quando decidi di abolirla è solo perchè, in quel momento, va contro il tuo personale interesse.

I mandati debbono restare due, la famosa competenza acquisibile nel tempo è abbondantemente appagata attraverso il primo con il supporto di chi è al secondo: cinque anni, una laurea in ingegneria. Qualsiasi ulteriore prolungamento non farebbe altro che affinare la scaltrezza politica finalizzata al proprio tornaconto, man mano che metti le radici in posti del genere è normale che sia così. Il potere è una droga e due mandati sono il limite per l’eventuale tossicodipendenza. E se proprio sei diverso, sei un grande per davvero, non avrai certo bisogno di altri cinque anni per dimostrare al mondo chi sei veramente.

Maurizio Contigiani

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