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Anticipazione TPI – La Lombardia lavora a una nuova stretta per il Covid: niente lockdown ma c’è la didattica a distanza (parziale)

TPI è in grado di anticipare il contenuto del provvedimento: oltre a Milano, anche Varese e Monza-Brianza sono tra le osservate speciali, ma per ora nessuna chiusura. Limitazioni su frequenza a scuola e spettatori negli impianti sportivi

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 15 Ott. 2020 alle 17:48 Aggiornato il 15 Ott. 2020 alle 18:04
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Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. Credit: ANSA

Il provvedimento con le restrizioni per la Regione Lombardia è ormai in dirittura d’arrivo e sarà pubblicato tra la sera di oggi, giovedì 15 ottobre, e domani 16 ottobre. Sono ancora in discussione alcuni aspetti particolarmente delicati, che richiedono ulteriori livelli di analisi. TPI è in grado di anticiparvi il contenuto del provvedimento, sul quale peraltro il confronto è ancora serrato, soprattutto in seno alla maggioranza di centrodestra.

Certamente ci sarà una nuova stretta sulle RSA, dove le visite saranno bloccate, salvo eccezioni che dovranno essere concordate per motivi particolare con le rispettive direzioni. Altrettanto sicuro un intervento sulla didattica a distanza, che verrà riattivata, anche se in forma parziale e prevalentemente per gli studenti più grandi. In quanto alle Università, ci si sta orientando sul permettere la presenza solo delle “matricole”, lasciando gli altri alla fruizione delle lezioni da remoto. Su questo aspetto specifico, tuttavia, sono ancora aperte le riflessioni con i Rettori.

Fuori dal provvedimento in corso di scrittura, ma ugualmente importante, è la decisione di attrezzare le terapie intensive affinché possano accogliere i casi che, purtroppo, si attende che non saranno pochi. Verranno quindi riattivati gli ospedali in Fiera, sia a Milano che a Bergamo.

Il tema dei trasporti, altrettanto delicato, sarà anch’esso oggetto di un approfondimento che coinvolgerà le istituzioni di competenza. Regione Lombardia, inoltre, sta maturando una decisione in merito al pubblico degli eventi sportivi, che con tutta probabilità sarà ridotto rispetto alle ultime disposizioni.

Infine, il tema più caldo di tutti, ovvero la possibilità di realizzare dei mini-lockdown nelle città più toccate da questa seconda ondata di pandemia. Al momento l’orientamento è di non procedere in questo senso con il provvedimento in corso di finalizzazione, ma di attivare un approfondimento sulla possibilità di un blocco che riguardi non solo Milano, bensì anche Varese e Monza-Brianza. Su quest’ultimo argomento, particolarmente spinoso, il rischio è che si ingeneri l’ennesimo intoppo di tipo politico: con i dati della Regione sostanzialmente stabili nelle ultime settimane, l’onere di una scelta così impopolare potrebbe essere lasciato ai Sindaci e, visto che sia a Milano che a Varese si cominciano a registrare le prime mosse della campagna elettorale per la primavera del 2021, la cosa non è certo indifferente.

Insomma, una bozza di lavoro con molti punti, ma che se dovesse rimanere sui correttivi fin qui approvati, non sarebbe di certo una svolta epocale. Non è certo facile trovare un punto di equilibrio tra la tutela della salute e quella di un’economia ancora segnata dal lockdown dei mesi scorsi, ma la curva dei contagi non lascia molto spazio alle riflessioni. E’ il momento di decisioni efficaci e coraggiose, perché la collettività ne ha bisogno.

Leggi anche: 1. Milano trema, l’incognita dei casi sommersi: “I tamponi sono troppo pochi” / 2. Consulenze alla figlia di Fontana negli ospedali della Lombardia: la nuova inchiesta di Report

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