Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 10:20
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Libia, Salvini: “Terroristi pronti a partire verso l’Italia”. Ma Conte frena: “Flussi migratori non imminenti”

Immagine di copertina
Credit: AFP

Anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha espresso i suoi timori riguardo la crisi libica e il potenziale arrivo imminente di centinaia di foreign fighters.

“Gli ultimi sviluppi in Libia continuano ad essere motivo di forte preoccupazione. Gli scontri hanno spinto 18 mila persone a lasciare le proprie abitazioni, e la stima delle vittime non può essere affidabile per il difficile reperimento delle informazioni. Anche l’Onu conferma che la situazione potrebbe aggravarsi”, ha dichiarato oggi il premier Giuseppe Conte in Senato sulla situazione in cui versa Tripoli.

Tuttavia, il presidente del Consiglio italiano non crede che gli arrivi dei migranti dalle coste libiche non sia così imminente . “Ad oggi non emerge un quadro di imminente pericolo – ha spiegato Conte – per i flussi di immigrazione, al netto delle cifre circolate anche a scopo propagandistico. C’è un rischio di recrudescenza del fenomeno terroristico, teniamo alta l’attenzione anche attraverso i servizi di intelligence”.

Al contrario Matteo Salvini ribatte: “È chiaro che ci sono dei potenziali terroristi, anzi dei sicuri terroristi, pronti a partire in direzione dell’Italia, quindi a maggior ragione chi dice ‘porti aperti’ in un momento come questo fa il male dell’Italia e dell’Europa”.

A dare manforte al leader della Lega il portavoce del premier libico Al Serraji: “L’Italia è il più importante partner del governo libico nella battaglia diplomatica per far riconoscere all’Onu e alla comunità internazionale i crimini di guerra di Khalifa Haftar, mettere fine alle ostilità e all’invasione ordinata dal maresciallo, che ha pugnalato alle spalle Tripoli e le Nazioni Unite – sostiene Mohanned Younis – Il numero di 800.000 profughi è solo una stima di quello che potrebbe accadere con il proseguimento della guerra. Non c’è una minaccia imminente, controlliamo saldamente le frontiere, ma se la guerra continua si potrebbe scatenare il caos e arrivare anche a quelle cifre di persone in fuga verso l’Europa”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Esteri / Demarcazioni, il primo festival in Italia dedicato alla Geopolitica
Ti potrebbe interessare
Esteri / Il Pakistan dichiara “guerra aperta” ai talebani in Afghanistan
Esteri / Iran: al via a Ginevra il terzo round di negoziati con gli Usa. Ma resta lo spettro dell’escalation
Esteri / Demarcazioni, il primo festival in Italia dedicato alla Geopolitica
Esteri / Il discorso più lungo di Donald Trump: “È l’età dell’oro: l’America è tornata più forte che mai”
Esteri / Quattro anni di guerra in Ucraina senza pace in vista: Kiev resiste, Mosca bombarda ma la diplomazia è ferma
Esteri / John Barron chiama in diretta tv, ma la voce sembra quella di Trump
Esteri / Dazi: ecco quanto rischiano di dover rimborsare gli Usa dopo la sentenza della Corte Suprema contro Trump
Esteri / La Corte Suprema Usa boccia i dazi voluti da Trump: "Sono illegali, non ha il potere di imporli"
Esteri / Una potenza di equilibro nell’ordine post-atlantico (di Giulio Gambino)
Esteri / La storia d’amore di Donald Trump per le criptovalute