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2019: cresce la voglia di scendere in piazza, ma il 19 per cento degli italiani (in certi casi) vorrebbe la dittatura

Secondo l'Indagine Demos sul rapporto tra "Gli italiani e lo Stato" i cittadini vogliono tornare a mobilitarsi, ma non hanno più fiducia nelle istituzioni

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 23 Dic. 2019 alle 14:45 Aggiornato il 23 Dic. 2019 alle 16:34
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Immagine di copertina

In cosa credono gli italiani

Nel 2019 gli italiani hanno perso fiducia nello Stato ma hanno riacquistato la voglia di mobilitarsi per le questioni d’interesse comune. È quanto emerge dalla XXII indagine sul rapporto tra “Gli italiani e lo Stato“, curata dall’istituto Demos e pubblicata da La Repubblica.

La fiducia nello Stato quest’anno è crollata di 7 punti, insieme a quella per il Parlamento, “stimato” solo dal 15 per cento degli italiani, ovvero quattro punti in meno rispetto all’anno precedente. Non a caso gli elettori di tutti i partiti hanno mostrato di apprezzare la legge M5S per il taglio dei parlamentari, che dopo le 64 firme raccolte in Senato passerà al vaglio del referendum confermativo.

Stesso destino per banche e magistratura, in cui, secondo la ricerca diretta da Ilvo Diamanti, gli italiani credono sempre meno.

Ultimi della classifica sono i partiti, apprezzati dal nove per cento del campione.

Sembra insomma che la democrazia con le sue istituzioni e norme ispiri sempre meno fiducia, come dimostra un altro importante dato emerso dalla ricerca: il 55 per cento degli italiani  è convinto che il Paese abbia bisogno di essere guidato da un leader forte e il 19 per cento (7 in più rispetto al 2008) sostiene che in alcune circostanze un regime autoritario possa essere preferibile al sistema democratico.

In testa alla graduatoria sulla fiducia nelle Istituzioni, invece, si confermano le “Forze dell’ordine” e, al secondo posto, il Papa. Il quale però subisce un ridimensionamento sul piano della fiducia rispetto al 2018, e si ferma al 66 per cento.

Anche la “scuola” e il presidente della Repubblica mantengono una popolarità “alta e costante” tra i cittadini, a differenza delle “associazioni imprenditoriali e dei sindacati”, apprezzati solo dal 23-24 per cento del campione oggetto della ricerca.

Secondo l’indagine Demos sul rapporto tra gli italiani e lo Stato, inoltre, sarebbero proprio gli elettori Lega ad aver perso, più degli altri, fiducia nelle istituzioni, per via del rimpasto nell’esecutivo dopo la crisi di agosto 2019, che ha sconvolto gli equilibri nella maggioranza e dimezzato il consenso degli elettori di centro destra nelle Istituzioni: dal 30 per cento registrato nel 2018 al 15 per cento di quest’anno.

A fronte di questi cambiamenti, però, il dato nuovo e più rilevante dell’indagine è il ritorno della mobilitazione politica, soprattutto tra i giovani. Il 2019 è stato l’anno del risveglio “politico”,  in cui il 23 per cento delle persone è sceso in piazza per manifestare contro i cambiamenti climatici o con le sardine.

Come hanno dimostrato le grande mobilitazioni per il clima ispirate da Greta Thunberg e, negli ultimi due mesi, le manifestazioni delle sardine in quasi tutte le piazze d’Italia, i giovani-adulti hanno di nuovo voglia di partecipare e manifestare per le cause che hanno più a cuore e contro la xenofobia, l’odio e il razzismo.

Dimostrando, come scrive Ilvo Diamanti, un “ritorno al futuro“.

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