Guerra in Medio Oriente, il Governo taglia (per 20 giorni) le accise sui carburanti
Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto per contrastare la crisi dei prezzi energetici: previsti anche tre mesi di crediti d'imposta per autotrasporto e pesca e misure anti-speculazione
Il Governo Meloni ha introdotto una serie di misure temporanee volte a limitare l’impatto sui cittadini della crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente. Il provvedimento principale riguarda il taglio delle accise sui carburanti: per i prossimi venti giorni, l’imposta fissa sarà abbassata di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio e di 12 centesimi al litro sul gpl.
Gli interventi sono contenuti in un decreto approvato dal Consiglio dei ministri nella serata di ieri, mercoledì 18 marzo, a circa tre settimane dallo scoppio del conflitto.
I continui raid effettuati su giacimenti di petrolio e gas naturale tra l’Iran e i Paesi del Golfo e la paralisi del traffico navale nello Stretto di Hormuz – snodo da cui passa circa un quinto del commercio mondiale di oro nero e gas naturale liquefatto -stanno provocando in queste settimane notevoli aumenti dei prezzi dei carburanti. Secondo le stime del think tank Transport & Environment, se l’oro nero fosse quotato stabilmente a 100 dollari al barile, gli automobilisti dell’Ue si ritroverebbero a pagare benzina e diesel 55 miliardi di euro in più in un anno.
L’intervento del Governo mira quindi ad alleviare le ricadute economiche della guerra. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che si tratta di “un pacchetto di misure che ha un obiettivo chiaro nell’immediato: fermare la possibile impennata dei prezzi legata alla crisi”.
Il costo delle misure decise dall’esecutivo si aggira tra i 500 e i 600 milioni di euro. Bisogna ricordare, peraltro, con l’ultima legge di bilancio il Governo aveva aumentato le accise sul gasolio di 4,05 centesimi al litro e aveva abbassato dello stesso importo quelle sulla benzina.
Oltre al taglio delle accise, nel “decreto carburanti” varato ieri sono previsti un temporaneo credito d’imposta sul gasolio per autotrasportatori e pescatori e un rafforzamento dei controlli anti-speculazione. [LEGGI ANCHE: Crosetto: “L’Italia si è attivata per comprare petrolio anche dal Venezuela. Il problema è il prezzo”]
In particolare, gli autotrasportatori per tre mesi – marzo, aprile e maggio – potranno beneficiare di un contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, per la maggior spesa sostenuta (criteri e modalità applicativi saranno stabiliti con successivo decreto). Per i pescatori, invece, nello stesso trimestre il credito d’imposta coprirà fino al 20% della spesa.
Quanto al contrasto della speculazione, per i prossimi tre mesi le compagnie petrolifere dovranno inviare giornalmente al Ministero delle Imprese e del Made in Italy i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. L’obiettivo è legare in modo stringente il prezzo applicato ai consumatori all’effettiva variazione dei prezzi del greggio a livello internazionale. I controlli saranno affidati a Mister Prezzi, Guardia di Finanza e Antitrust.
Come detto, si tratta di interventi a tempo, ma il Governo si è detto pronto ad allungare la durata delle misure, qualora la crisi innescata dalla guerra non dovesse rientrare. “Continueremo a fare tutto quello che è nelle nostre possibilità – ha detto Meloni – per impedire che si speculi su ciò che sta accadendo e per evitare che le conseguenze della crisi possano impattare sulle famiglie e sulle imprese di questa nazione.