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Di Battista
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Governo Draghi, Di Battista non ci sta: “No al tredicesimo apostolo”

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Alessandro Di Battista. Credit: ANSA

L’apertura del M5S al Governo Draghi sta alimentando le divisioni all’interno del Movimento. Poche

Il leader dell’ala ribelle, Alessandro Di Battista, ha ribadito la sua contrarietà con un lungo post su Facebook, pubblicato poche ore prima delle consultazioni fra la delegazione pentastellata e il premier incaricato.

Di seguito il testo integrale del post di Di Battista.

Buongiorno, volevo dirvi che non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi.

Non la darei in virtù di scelte, propriamente politiche, che il Professor Draghi ha preso in passato da Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d’Italia, quando diede l’OK all’acquisto di Antonveneta da parte di MPS ad un valore folle di mercato.

Per occultare le perdite di quel disastro Monte dei Paschi truccò i bilanci e realizzò operazioni di derivati truffaldine per le quali l’allora Presidente Giuseppe Mussari è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di carcere.

Ricordo, così, en passant, che a prendere il posto di Mussari fu Alessandro Profumo, recentemente condannato a 6 anni di carcere per irregolarità nella contabilizzazione dei bilanci di MPS.

Profumo fu nominato, da indagato, AD di Leonardo (ex-Finmenccanica) e sta ancora al suo posto. Gli auguro di essere assolto in appello, nel frattempo, penso che non sia accettabile che una delle più importanti partecipate italiane sia guidata da chi ha appena ricevuto una condanna così pesante.

Spero che Mario Draghi, qualora dovesse diventare Presidente del Consiglio, si adoperi per la sua rimozione. Staremo a vedere. Ma torniamo a Draghi. Io ho le mie opinioni su di lui. Ognuno ha le proprie. Tuttavia il punto non è neppure lui.

Io non potrò mai avallare un’accozzaglia al governo che potrebbe andare da LEU alla Lega. Tutti dentro perché nessuno ha intenzione di fare opposizione. Oltretutto in democrazia l’opposizione serve, è necessaria. Invece nulla.

Ci saranno ministri politici nel governo Draghi? Non ne ho idea. Fossi in lui non accetterei nessuno ma vedo che diversi partiti già avanzano richieste.

Per quanto mi riguarda io non posso accettare “un assembramento parlamentare” così pericoloso. Non lo posso accettare perché la stragrande maggioranza delle forze politiche che si stanno inchinando al tredicesimo apostolo non rappresenta le mie idee.

E aggiungo una cosa. Il 9 febbraio del 2018, insieme a migliaia di cittadini, lessi ad Arcore, a cento passi da Villa San Martino la sentenza di condanna definitiva di Marcello Dell’Utri, fondatore di Forza Italia. Quella sentenza dimostra il pagamento di ingenti somme di denaro da parte di Berlusconi a Cosa Nostra.

Pochi mesi dopo, un’altra sentenza, quella sulla Trattativa Stato Mafia (I grado) ha confermato il fatto che B. continuò a pagare ingenti somme di denaro a Cosa Nostra palermitana anche dopo essere stato eletto Presidente del Consiglio.

Di fatto rafforzò economicamente la mafia anche dopo la strage di Capaci, quella di via D’Amelio, quella di Via Palestro e quella dei Georgofili. La lettura di quella sentenza ad Arcore mi ha provocato qualche problemino come immaginerete.

Minacce di querela, diffamazioni quotidiane sui giornali berlusconiani, qualche epiteto non proprio gentile da parte di chi non ce la fa ad accettare la verità. Nulla di grave ovviamente. Anzi, ciò che è avvenuto nella mia vita da quel giorno ad oggi mi ha rafforzato. Ha rafforzato la mia tenuta, direi morale. Ognuno è fatto come è fatto d’altro canto.

In queste ore qualcuno mi ha scritto “sei troppo radicale. In politica occorre anche cambiare opinione e plasmarsi sulle situazioni cambiate”. Sarà anche vero. Ma io non ce la faccio. Io non sosterrò mai un governo sostenuto da Forza Italia. Buon fine settimana a tutti!

Leggi anche: 1. “Addio a sussidi, bonus e reddito di cittadinanza: con Draghi pagheremo un prezzo sociale salatissimo”. Parla Marco Revelli / 2. “Renzi rappresenta il popolo italiano o un think tank saudita?”: Nadia Urbinati a TPI

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