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Giuseppe Conte ad Atreju 2019: “Lega isolata in Ue, Salvini abbandonato anche da Orban”

Il presidente del Consiglio ha risposto alle domande del giornalista e conduttore televisivo Bruno Vespa su diverse tematiche, quali migranti, dossier Alitalia, politiche internazionali

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 21 Set. 2019 alle 12:33 Aggiornato il 21 Set. 2019 alle 16:00
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Giuseppe Conte ad Atreju 2019: l’intervento integrale | Cosa ha detto

Il premier Giuseppe Conte ha partecipato ad Atreju 2019, la kermesse organizzata da Fratelli d’Italia sull’isola tiberina a Roma. Il presidente del Consiglio ha risposto alle domande del giornalista e conduttore televisivo Bruno Vespa su diverse tematiche, quali migranti, dossier Alitalia, politiche internazionali.

“Il Pd non l’ho mai frequentato. Voglio precisare, visto che non ho mai avuto una tessera di alcun partito”, queste le prime parole del premier Conte. E sulla scissione di Matteo Renzi ha affermato: “Non ho motivo di credere che sia un demolition man per il governo”. Il premier ha risposto dal palco di Atreju a chi gli ha ricordato la definizione data dall’Economist al leader di Italia Viva.

Ma il premier ha parlato anche della Lega: “Oggi pomeriggio viene Orban, chiedete a lui perché non ha seguito Salvini nell’alleanza. Quello che ho sempre intuito è che l’Italia dai paesi di Visegrad raramente è stata sopportata. Oggi trovo apertura per i meccanismi di ridistribuzione non dai paesi di Visegrad”.

La folla presente alla manifestazione si è scaldata soprattutto sul tema migranti:

“I migranti economici che non vuole la Francia, dobbiamo prenderli tutti noi a casa nostra?”, ha chiesto Vespa. Il premier ha così ribattuto: “Il tema migranti, parlando con Macron nell’incontro dell’altra sera, è stato un argomento molto battuto. Su questo non darò tregua al presidente Macron, non voglio anticipare nulla ma c’è un’apertura, c’è un’apertura anche della Germania. Prima ero intransigente sul fatto che dovessero partecipare tutti e 28 i Paesi. Bisogna stare in Europa e prendere le cose belle e le cose brutte. Detto ciò, non ho detto che in Italia entra chiunque”.

Il premier è intervenuto anche sull’aumento dell’Iva e sull’assetto economico del Paese:

“Noi dobbiamo evitare di incrementare l’iva. Noi abbiamo due problemi forti sul piano economico: abbiamo una congiuntura internazionale che ci penalizza, come la guerra dei dazi. Se non cresce la Germania, addirittura non possiamo crescere noi. I nostri maggiori paesi nel sistema integrato sono Germania e Francia, che ci piaccia o no. Il secondo problema è che la domanda interna è debole. Se io aumento l’Iva comprimo ancora di più la domanda interna e i consumi”.

“Dobbiamo contrastare i traffici illeciti di migranti. La guardia costiera libica, supportata dal nostro intervento, ogni giorno contiene centinaia e centinaia di migranti che tentano questa avventura disperata. I barchini che stanno arrivando da soli sono un problema maggiore delle Ong. E sono più difficili da individuare”.

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Infine un passaggio sulla legge elettorale e su Alitalia:

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“Lei preferirebbe essere eletto dal popolo o ritornare al proporzionale?”, chiede Vespa. “Il problema è chiaro che è di stabilità. Oggi io sto vivendo una nuova esperienza di governo e incontro gli stessi leader, so come destreggiarmi. Qualsiasi progetto riformatore ha bisogno di un arco temporale di minimo due anni. È chiaro che ci sono tante soluzioni. Rafforzare i poteri dell’esecutivo non sarebbe una decisione sbagliata”.

“Il dossier Alitalia è sempre sul mio tavolo. Occorre perseguire una soluzione di mercato, perché è garanzia di un progetto industriale. Delta dovrebbe rinforzare la partecipazione, il 10 % è modesta per un coinvolgimento industriale forte. Ci sono dei partner interessati. Se si configurasse il disegno con la partecipazione forte di Ferrovie dello Stato sarebbe ottimo. Il dossier non è ancora chiuso”.

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