Me

Fondi russi alla Lega, l’avvocato: “Savoini non parlerà fino alla chiusura delle indagini”

Di Donato De Sena
Pubblicato il 16 Lug. 2019 alle 12:52 Aggiornato il 16 Lug. 2019 alle 12:56
Immagine di copertina

Fondi russi Lega, Savoini non parlerà fino alla chiusura delle indagini

Ieri davanti ai magistrati Gianluca Savoini, il leghista presidente dell’associazione Lombardia Russia indagato per corruzione internazionale, l’uomo che a Mosca ad ottobre 2018 incontrò emissari di Putin per parlare di fondi alla Lega, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai pm di Milano. Oggi, martedì 16 luglio, il suo avvocato fa sapere che non parlerà fino alla chiusura delle indagini.

“Quando sarà depositato il fascicolo del pubblico ministero e avremo modo di studiare le carte renderemo interrogatorio”, ha detto l’avvocato Lara Pellegrini, difensore del faccendiere.. “Al momento stiamo discutendo di un’inchiesta giornalistica trasferita in sede giudiziaria e noi preferiamo confrontarci sulle prove raccolte dal pm”.

> Chi è l’uomo che Salvini mandava in Russia a prendere i soldi del Cremlino (secondo BuzzFeed)

L’avvocato ha spiegato che “se durante l’inchiesta ci sarà un deposito intervento di documenti in relazione a qualche attività istruttoria, Savoini potrebbe anche decidere di rendere interrogatorio”. Al momento, a quanto si apprende, a Savoini e alla sua difesa sarebbe stato notificato solo l’invito a comparire.

Fondi russi Lega, sul caso Savoini il M5S invita Salvini a riferire in Parlamento

Dunque, i membri della Lega coinvolti nella vicenda della presunta trattativa per finanziare il Carroccio continuano a non fornire risposte esaustive sulla vicenda. Se da una parte Savoini evita le domande, dall’altra Matteo Salvini minimizza sul rapporto avuto con lo storico leghista, iscritto al partito dal 2012.

> Il discorso di Savoini ai russi nel 2016: “Salvini ve l’ho portato io”

I vertici del Movimento 5 Stelle invitano Salvini a riferire in Parlamento sulla vicenda. Dagli alleati non è arrivata nessuna sponda agli alleati del Carroccio. Ieri dopo il vicepremier e leader M5S Luigi Di Maio anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha aperto alla possibilità di un intervento in Parlamento del vicepremier e ministro dell’Interno. L’ex deputato Alessandro Di Battista ha definito Salvini “bugiardo, impegnato a mentire”. “La sua difesa è ridicola”, ha commentato. Infine, il presidente della Camera Roberto Fico. “Se riportiamo il dibattito dentro il Parlamento è sempre qualcosa di positivo e di giusto”, ha detto la terza carica dello Stato.