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Fondi russi Lega: il premier Conte riferirà in Aula al Senato il 24 luglio

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Fondi russi Lega: il premier Conte riferirà in Aula in Parlamento, al Senato

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, riferirà in Parlamento (al Senato) sul caso della presunta trattativa per far arrivare fondi russi alla Lega. Ne ha dato notizia stamattina, 19 luglio, il capogruppo del Pd Andrea Marcucci al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama. “È stata accolta la richiesta Pd”, ha detto il senatore dem. Secondo quanto riferito da Marcucci, Conte ha dato la sua disponibilità a riferire in Aula mercoledì 24 luglio.

Il Partito democratico ha attaccato duramente sulla vicenda dell’incontro a Mosca tra Gianluca Savoini, collaboratore di Matteo Salvini, ed emissari del Governo russo per parlare di possibili finanziamenti alla Lega [qui la ricostruzione completa]. Nicola Zingaretti, segretario del Pd, con un post su Facebook ha avvertito che il suo partito non ha alcuna intenzione di lasciare che sulla vicenda si spengano i riflettori.

“Sulla vicenda Salvini-Russia non molliamo e porteremo avanti una battaglia per la verità senza permettere nessun insabbiamento su chi ha giocato con la credibilità delle istituzioni e con le alleanze internazionali dell’Italia”, ha scritto il leader dei democratici. L’obiettivo dichiarato è quello di portare Salvini andare a riferire davanti al Parlamento. “Vorremmo avere chiarimenti dal governo nel più breve tempo possibile dal governo su fatti gravissimi”, ha aggiunto Zingaretti.

Salvini, da parte sua, ha però più volte ribadito di non voler riferire in Aula sul caso: “Non parlo di soldi che non ho mai visto né chiesto”, continua a sostenere il leader della Lega.

Mentre la Procura di Milano indaga per corruzione internazionale, ieri è emersa l’identità del terzo uomo italiano che avrebbe partecipato all’incontro all’hotel Metropol di Mosca tra Savoini e gli emissari del Cremlino. Si tratta di Francesco Vannucci, collaboratore dell’avvocato Gianluca Meranda, già dichiaratosi come “secondo uomo”.

Intanto, all’interno del Governo l’aria si fa sempre più tesa: il premier Conte e il vicepremier Luigi Di Maio temono che la vicenda dei presunti fondi russi alla Lega possa minare la stabilità dell’esecutivo e spingono affinché Salvini accetti di riferire sul caso in Parlamento.

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