Polemica con Conte, Mentana non cambia idea: “Non doveva attaccare così Salvini”

Di Cristina Migliaccio
Pubblicato il 11 Apr. 2020 alle 11:24
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Enrico Mentana chiarisce la sua posizione in merito alla polemica Conte-Salvini

Il direttore di TG La7 Enrico Mentana ha voluto chiarire la sua posizione in merito alla polemica Conte-Salvini, scoppiata ieri dopo la conferenza stampa del Presidente del Consiglio per spiegare il nuovo decreto in atto dal 14 aprile. Già nel primo pomeriggio della giornata di ieri si era anticipato un probabile intervento di Conte in tv per annunciare un nuovo decreto. “Per far spazio alle comunicazioni di Conte il commissario Borrelli aveva limitato a pochi secondi la lettura del bollettino quotidiano della Protezione Civile. Come tutte le emittenti anche la7 ha interrotto la programmazione per trasmettere la diretta da Palazzo Chigi: in un momento grave come quello che stiamo attraversando è vitale dare immediato rilievo a provvedimenti che riguardano la vita di tutti noi”, ha spiegato Mentana sui suoi canali social.

“Il potersi rivolgere a reti unificate a tutti i cittadini è prerogativa del presidente del consiglio e del capo dello stato, e sempre vi è stato fatto ricorso, come è giusto, solo in circostanze eccezionali. E lo è sicuramente l’emergenza attuale”, ha continuato il direttore di TG La7, specificando dov’è che poi Conte ha sbagliato. “passando alla materia degli aiuti europei, si è lasciato andare a una dura polemica con i suoi avversari politici. E questo – lo penso, l’ho detto a caldo in sede di commento ieri e lo ribadisco oggi – non si può proprio fare. Non quando utilizzi un privilegio assoluto come è quello di parlare direttamente a decine di milioni di italiani, in un frangente drammatico, da una sede istituzionale, illustrando un decreto che riguarda la salute e la vita di tutti”.

Enrico Mentana: “Agli attacchi replicano i loro pari grado della maggioranza, non il capo del governo mentre parla al paese”

“Il politico Conte aveva mille strumenti per rispondere agli attacchi (sgradevoli, strumentali, elettoralistici quanto si vuole) di Salvini e Meloni: attraverso i social, con in comunicato, con dichiarazioni o interviste. Tutti i mezzi di comunicazione, e ovviamente anche il giornale che dirigo, gli avrebbero dato un ampio spazio (e peraltro è quello che abbiamo fatto anche ieri sera). Ma parlando al paese il premier Conte doveva conservare il profilo per il quale gli veniva consentito di usare quel canale privilegiato”. In sintesi, secondo Mentana, agli attacchi dovevano replicare “i loro pari grado della maggioranza, non il capo del governo mentre parla al paese”.

Mentana conclude volgendo uno sguardo al passato, quando muoveva critiche dello stesso tenore ai predecessori di Conte. “Non pretendo di avere il consenso di tutti, né di avere ragione a prescindere; ma che si rispettino buona fede, indipendenza e passione professionale sì”.  E, per chiudere, “non rinuncio a dire la mia quando lo ritengo giusto. Si può perdere un follower o uno spettatore, non la coerenza”.

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