Enrico Letta vuole dare ai 16enni il diritto di voto

Di Laura Melissari
Pubblicato il 30 Set. 2019 alle 12:31 Aggiornato il 30 Set. 2019 alle 21:08
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Enrico Letta vuole dare ai 16enni il diritto di voto

Dare il voto ai 16enni: è la proposta di Enrico Letta, l’ex premier che in un’intervista a Repubblica sostiene che è necessario che i ragazzi non ancora maggiorenni vengano presi sul serio.

Letta, che oggi è direttore della scuola SciencesPo di Parigi e che da poco è rientrato nel Pd, sostiene in un’intervista  che bisogna pensare a “una riforma costituzionale da fare in un anno per dare il voto ai sedicenni” e si dice fiducioso del fatto che l’attuale maggioranza possa fare una riforma del genere.

Secondo l’ex premier l’urgenza si giustifica con il fatto che si tratta di un modo “per dire a quei giovani che abbiamo fotografato nelle piazze, lodando i loro slogan e il loro entusiasmo: vi prendiamo sul serio e riconosciamo che esiste un problema di sottorappresentazione delle vostre idee, dei vostri interessi”.

Enrico Letta, nella stessa intervista in cui parla di voto ai 16enni non ha dubbi neanche sullo Ius cultarae, la riforma della cittadinanza basata sul ciclo di studi compiuto da un cittadino straniero in Italia, che va fatta subito.

“Questo è uno dei temi sul quale si gioca la capacità del Pd di dimostrare leadership e al tempo stesso rispettare gli alleati. Il momento è ora, non si aspetti per ottenere di più”, spiega Letta.

E in generale Letta, si dice soddisfatto della gestione dell’immigrazione da parte del nuovo governo: “Lamorgese ha cominciato col piede giusto. Il vertice di Malta è un passo avanti importante, ma non è la soluzione finale. Sull’immigrazione non ci si può nascondere, servono risposte strutturali. E occorre un trattato con i Paesi volenterosi, lasciando fuori quelli di Visegrad, e applicando regole chiarissime: voto a maggioranza e automatismi in tutte le scelte, a partire dalla redistribuzione”.

Nell’intervista, Letta non si sottrae a un commento sulla scissione di Matteo Renzi:  “Penso sia stato un errore per il modo e per i tempi, oltre che per la sostanza. Il Pd ha fatto un’operazione enorme costruendo il governo, aveva suscitato ammirazione in Europa, ma quella mossa ha fatto sì che pensassero: “Sono sempre gli stessi””.

E in ultimo, Letta dice la sua anche su Conte: “Mi fido del fatto che fare bene con questo governo è nel suo interesse, non ha un terzo tempo da giocare. E forse l’anno trascorso gli è valso come apprendistato. Ha capito che Salvini stava portando il Paese a sbattere. Adesso bisogna accelerare sul green new deal, coniugarlo con la lotta alle diseguaglianze, non permettere che il ministro Costa metta la faccia su un testo vuoto”.

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