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Elezioni in Umbria, M5S dice basta ad alleanze col PD: “Esperimento fallito”. Ma Conte frena: “Errore fermarsi adesso”

Di Luca Serafini
Pubblicato il 28 Ott. 2019 alle 07:47
Immagine di copertina
Luigi Di Maio

Il giorno dopo la disfatta alle elezioni regionali in Umbria, con il centrodestra che ha staccato di 20 punti la coalizione civica giallorossa, il M5S parla apertamente di “esperimento fallito”, in riferimento all’alleanza politica alle regionali con il PD.

Sul Blog delle Stelle, l’analisi è spietata: “Il patto civico per l’Umbria lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l’esperimento non ha funzionato. Il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti”.

Sembra essere una sconfessione a tutti gli effetti della strategia delle alleanze civiche col PD alle regionali, a partire dalle prossime consultazioni in Emilia-Romagna e Calabria.

I Cinque Stelle, insomma, dopo il disastro umbro potrebbero tornare all’antico e decidere di correre da soli.

E il governo? Qui l’impegno dei pentastellati è di andare avanti. Tuttavia, nel post sul Blog delle Stelle si evidenzia come la coabitazione con altre forze politiche faccia perdere voti ai grillini.

“Abbiamo provato a dare a questa regione una alternativa che non prevedesse le solite dinamiche politiche, vista l’emergenza che sta attraversando – si legge nel post – Dalla formazione del primo esecutivo ci è stato subito chiaro che stare al Governo con un’altra forza politica, che sia la Lega o che sia il Pd, sacrifica il consenso del Movimento 5 Stelle”.

“Ma noi non siamo nati per inseguire il consenso, bensì per portare a casa i risultati, come il carcere per gli evasori di questa settimana e il taglio dei parlamentari della settimana precedente. Senza raggiungere il 51% imposto dalla legge elettorale, abbiamo avuto bisogno necessariamente di trovare altre forze politiche per governare. Continuiamo a lavorare umilmente, rispettando gli impegni e mettendoci al servizio”.

A mettere un freno ai disfattisti ci prova, in queste ore, il premier Giuseppe Conte. Secondo un retroscena del Corriere della Sera, il presidente del Consiglio avrebbe già chiarito agli alleati che “sarebbe un errore interrompere questo esperimento per via di una Regione che ha il 2 per cento della popolazione nazionale”.

Il messaggio del premier è chiaro: il progetto PD-M5S deve avere un respiro più ampio, affrontare altri test prima di poter giungere a delle conclusioni. Rompere subito l’alleanza politica alle regionali significherebbe consegnare il paese a Salvini.

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