Elezioni regionali Toscana 2020, la guida: data, orari, candidati, legge elettorale. Tutto quello che c’è da sapere

Di Antonio Scali
Pubblicato il 9 Set. 2020 alle 15:45 Aggiornato il 15 Set. 2020 alle 15:59
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Elezioni regionali Toscana 2020, guida: candidati, legge elettorale, data, orari

È arrivato il momento delle elezioni regionali in Toscana, che si terranno nell’election day di domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020: i cittadini della Regione sono chiamati a eleggere il nuovo presidente e il consiglio regionale. Negli stessi giorni gli italiani dovranno anche esprimersi sul referendum per il taglio dei parlamentari e si terrà anche il primo turno delle amministrative. Chi vincerà in Toscana? La regione “rossa” è guidata dal 1970 dal centrosinistra. Mai come quest’anno, però, la partita sembra aperta, vista la crescita in tutto il Paese della Lega. Chi sono i candidati? Qual è la legge elettorale con cui si voterà alle elezioni regionali Toscana 2020? Il centrosinistra punta su Eugenio Giani, mentre il centrodestra si affida all’eurodeputata Susanna Ceccardi.

Un banco di prova importante, dunque, non solo a livello regionale, ma che può avere conseguenze anche a livello nazionale e sulla tenuta del governo guidato da Giuseppe Conte. In tutto sono sette i candidati a governatore della Toscana, anche se la sfida per la vittoria sembra ridursi allo scontro tra Giani e Ceccardi. Di seguito, una guida utile al voto del 20-21 settembre.

Elezioni regionali Toscana 2020, data e orari

Come già anticipato, gli elettori toscani sono chiamati alle urne domenica 20 e lunedì 21 settembre 2020. Domenica si vota dalle 7.00 alle 23.00, mentre lunedì dalle 7.00 alle 15.00. Dopodiché, inizia lo spoglio delle schede. I primi exit poll sono disponibili intorno alle 15 di lunedì, dopo la chiusura dei seggi. Le elezioni regionali in Toscana, come anche quelle in Liguria, Veneto, Campania, Liguria, Puglia, Valle d’Aosta e Marche, dovevano tenersi nel corso del 2019. L’emergenza Coronavirus, poi, ha costretto il Viminale a rinviare l’appuntamento elettorale al mese di settembre 2020. Il decreto Elezioni, approvato dal Parlamento, ha poi previsto l’accorpamento in un unico election day delle regionali, delle amministrative e del referendum confermativo sul taglio del numero dei parlamentari.

I candidati

Sono in tutto sette i candidati alle elezioni Regionali in Toscana. Due sono i maggiori favoriti che si contenderanno la vittoria finale: quello del centrosinistra, Eugenio Giani, e quella del centrodestra, Susanna Ceccardi. Giani, attuale presidente del Consiglio Regionale, è sostenuto da sei liste ed è il candidato scelto dal PD e Italia Viva. L’obiettivo è quello di confermare il ruolo di presidente della Regione dopo i due mandati di Enrico Rossi. Classe 1959, l’esponente del centrosinistra è il favorito dai sondaggi, in un testa a testa con la principale sfidante Susanna Ceccardi.

Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno scelto di puntare su Susanna Ceccardi, ex sindaca di Cascina, attuale europarlamentare, fedelissima del leader del Carroccio Matteo Salvini. Classe 1987, pisana, è stata la prima sindaca leghista della Toscana. Il Movimento 5 Stelle punta su Irene Galletti, attuale consigliere regionale. Classe 1977, il suo nome è stato scelto lo scorso inverno dalla base dei pentastellati con il voto online sulla piattaforma Rousseau.

A sinistra del Pd troviamo Tommaso Fattori, classe 1971, consigliere regionale uscente e candidato governatore cinque anni fa, candidato di Toscana a Sinistra, e sostenuto anche da Potere al Popolo e Rifondazione oltre a diversi movimenti. Fattori è stato tra i promotori dei referendum contro la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali. Corre come di consueto per conto proprio il Partito Comunista, che si affida a Salvatore Catello, 40enne da tempo militante nel partito. Lavoratore precario, Catello è stato candidato alle elezioni europee del 2019 e come sindaco a Cavriglia (Arezzo) cinque anni prima. Attualmente è il segretario regionale del Partito Comunista.

Il PCI, il cui storico simbolo con la falce e il martello torna sulla scheda elettorale dopo 30 anni, candida Marco Barzanti: maremmano, 51 anni, è stato assessore a Grosseto nel 2006 per i Comunisti Italiani, e nel 2016 si è candidato sindaco sempre nella stessa città. Lavora come responsabile commerciale di un’azienda privata.

È stato invece escluso dalla corsa un ottavo candidato, Roberto Salvini, consigliere regionale uscente che dopo essere stato messo alla porta dalla Lega prova a tornare in campo con la lista Patto per la Toscana. La sua lista però è stata sospesa dalla Corte d’Appello di Firenze perché il nome riportato nel simbolo può essere confuso con quello del segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini. Il candidato ha presentato ricorso al Tar, che ha confermato la decisione. Infine Tiziana Vigni rappresenterà alle Elezioni regionali Toscana 2020 il Movimento 3V – Libertà di scelta: avvocato cassazionista, ambientalista impegnata per la tutela dei cittadini, del patrimonio naturale e dei beni collettivi. Di seguito, l’elenco dei candidati alle Regionali in Toscana. Al fianco di ogni nome, quello delle liste che lo appoggiano:

  • Centrosinistra: Eugenio Giani
  • Centrodestra: Susanna Ceccardi
  • Movimento 5 Stelle: Irene Galletti
  • Sì Toscana a Sinistra: Tommaso Fattori
  • Movimento 3V Libertà di Scelta: Tiziana Vigni
  • Partito Comunista: Salvatore Catello
  • PCI: Marco Barzanti

Elezioni regionali Toscana 2020, la legge elettorale e come si vota

Il 20 e il 21 settembre 2020 si vota per eleggere il nuovo presidente della Toscana e per il rinnovo del consiglio regionale, composto da 40 consiglieri. Ma come si vota? Si possono indicare fino a due preferenze (all’interno di una stessa lista), una per un uomo e una per una donna, secondo la regola dell’alternanza di genere. Si può esprimere anche una sola preferenza. Non si possono invece esprimere due preferenze per candidati dello stesso sesso, pena l’annullamento della seconda preferenza.

I nomi dei candidati a consigliere regionale sono già stampati sulla scheda elettorale, di colore arancione per distinguerla da quella sul referendum per il taglio dei parlamentari. Basta dunque barrare con una “X” il candidato o i candidati prescelti. Si può tracciare una “X” solo simbolo della lista scelta. In questo caso il voto alla lista viene automaticamente trasferito al candidato presidente sostenuto da quella lista. È possibile anche barrare soltanto il nome del candidato presidente, e in quel caso il voto non andrà a nessuno dei partiti che lo sostengono. Ovviamente è possibile barrare sia il simbolo della lista scelta che il nome del candidato sostenuto da quella lista. La legge elettorale toscana consente anche il cosiddetto voto disgiunto. Si può quindi votare il candidato presidente di uno schieramento e un partito di una diversa coalizione.

La legge elettorale in vigore per le Elezioni regionali in Toscana è il cosiddetto Toscanellum, introdotta nel 2014 e utilizzata per la prima volta per le regionali del 2015. A differenza di tutte le altre regioni, in Toscana è previsto un eventuale ballottaggio (senza possibilità di fare apparentamenti) nel caso nessuno dei candidati dovesse riuscire a ottenere al primo turno almeno il 40% dei voti. Il secondo turno si svolge a distanza di due settimane esatte dalla prima consultazione. Ovviamente se un candidato ottiene più voti degli avversari e supera la soglia del 40% delle preferenze già al primo turno ha vinto direttamente le elezioni. Previste diverse soglie di sbarramento: al 3% dei voti validi per i partiti che fanno parte di una coalizione, a patto che questa vada oltre il 10% delle preferenze. Per i partiti che corrono da soli il tetto minimo è del 5%.

Ci sono poi diversi premi di maggioranza. Se un candidato al primo turno ottiene almeno il 45% dei voti a questi vengono assegnati 24 dei 40 seggi in totale. Se invece ottiene tra il 40% e il 45% avrà 23 seggi. È prevista anche una soglia di garanzia per le minoranze: nel caso in cui il candidato presidente venga eletto con una percentuale superiore al 65%, l’opposizione avrà comunque diritto ad almeno 14 seggi.

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