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Elezioni regionali Piemonte 2019, i risultati definitivi: vince Alberto Cirio

Di Antonio Scali
Pubblicato il 27 Mag. 2019 alle 18:20 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:12
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Immagine di copertina

Elezioni regionali Piemonte 2019 risultati definitivi | Chi ha vinto | Alberto Cirio | Chiamparino | Dati finali

ELEZIONI REGIONALI PIEMONTE 2019 RISULTATI DEFINITIVI – Il Piemonte ha un nuovo presidente di Regione. Si tratta di Alberto Cirioil candidato appoggiato dal centrodestra, che supera il presidente uscente Sergio Chiamparino, appoggiato da Pd e +Europa.

Questi i risultati definitivi delle elezioni regionali 2019 in Piemonte: vince Alberto Cirio con il 48,82% dei consensi. Sergio Chiamparino, appoggiato da Pd, +Europa, Liberi Uguali e Verdi è invece staccato di oltre 10 punti percentuali, con il 37,51%.

Il candidato del Movimento Cinque Stelle Giorgio Bertola non va oltre il 13%. Chiude ultimo Valter Boero del Popolo della famiglia sotto l’1% dei voti. Una vittoria netta dunque che ha ricadute anche sul governo nazionale. Per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, si tratta di un risultato fondamentale che lancia un segnale forte sul tema della Tav.

Chi è Alberto Cirio, il nuovo presidente della regione Piemonte

Elezioni regionali Piemonte 2019 risultati definitivi | Alberto Cirio

Sergio Chiamparino, visti i risultati emersi dallo spoglio delle regionali del Piemonte 2019, ha ammesso la propria sconfitta: “Mi ha telefonato per farmi i complimenti – ha racconta il neo presidente Cirio – e mi ha detto: Ormai il risultato è netto. Spero che tu riesca a fare meglio di come ho fatto io. Ci vedremo nei prossimi giorni per il passaggio di consegne”.

Cirio ha poi aggiunto: “I dati della vigilia mi sembrano confermati, con un margine molto alto, sono molto soddisfatto. Il Piemonte ha bisogno di ripartire, ha tassi di disoccupazione più elevati, saremo subito al lavoro per dare un’altra velocità al Piemonte. Chiamparino è una persona per bene, la campagna elettorale è stata ricca di contenuti che saranno bagaglio prezioso per il lavoro dei prossimi mesi. Stasera festeggeremo tutti insieme al comitato elettorale”.

Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

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“Mi metterò subito a lavorare, il Piemonte ha bisogno di ripartire. Oggi è la Regione del Nord Italia che cresce di meno, è quella che ha purtroppo ancora i tassi di disoccupazione più elevati”. Ha aggiunto Alberto Cirio, commentando ad Alba lo spoglio delle regionali che lo vede in testa con quasi il 10% in più di preferenze. “Il nostro motto era un’altra velocità per il Piemonte, saremo veloci a metterci al lavoro. Abbiamo bisogno di fare subito tanto lavoro con una squadra fresca e dinamica con tanta energia”, ha concluso Cirio.

D’altronde il successo di Cirio alle regionali 2019 del Piemonte era chiaro sin dall’inizio dello spoglio, cominciato alle ore 14. Già dalle primi proiezioni della Rai, infatti, il candidato appoggiato dal centrodestra era dato intorno al 50% dei consensi, in netto vantaggio sugli sfidanti, a cominciare proprio dal presidente uscente Chiamparino.

Dal canto suo Cirio poteva contare sull’appoggio di tutto il centrodestra: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Cirio ha seguito le operazioni dal suo ufficio nel centro storico di Alba, la sua città natale.

alberto cirio

Elezioni regionali Piemonte 2019 risultati definitivi | Sergio Chiamparino

Sergio Chiamparino ha ammesso già dopo i primi exit poll: “Naturalmente un commento sul voto regionale sarà possibile solo sulla base dello spoglio reale, ma è evidente che se gli exit poll venissero confermati, la vittoria di Alberto Cirio e del centrodestra sarebbe netta. In attesa dei risultati ufficiali, che consentiranno di fare valutazioni più approfondite, voglio ringraziare chi mi ha votato e tutti coloro che mi hanno sostenuto ed aiutato in questa campagna elettorale”.

Nel 2014 Chiamparino era stato eletto con il 47,09% dei consensi, battendo il candidato di centrodestra Pichetto, che aveva ottenuto solo il 22% dei consensi.

L’elezione al primo turno di Cirio rappresenta un’altra importante vittoria per il centrodestra, dopo il grande successo delle europee. Altro crollo, invece, per il M5S, che con il loro candidato Bertola non vanno oltre il 13%.

Un segnale chiaro per alcuni temi forti che riguardano il Piemonte, come la Tav: “La revisione della Tav era nel contratto di Governo, penso che la quota europea dovrà aumentare e contratterò per questo. Se comunque la Lega ha il 36% dei voti in Piemonte come sembra, quasi il triplo dei M5S, vuole dire che i piemontesi si sono espressi chiaramente. Il voto non è referendum ma poco ci manca”, ha commentato il vicepremier Matteo Salvini.

chiamparino

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Elezioni regionali Piemonte 2019 risultati definitivi | I candidati

Ecco chi erano i candidati alla presidenza:

Sergio Chiamparino, presidente uscente, sostenuto da una coalizione di centrosinistra. Chiamparino è già stato sindaco di Torino per due mandati, per poi essere eletto, con un netto vantaggio alle regionali del 2014. Ha ricoperto il ruolo di presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni. In passato ha ottenuto il titolo di miglior sindaco di Italia.

Giorgio Bertola, consigliere regionale uscente sostenuto dal Movimento Cinque Stelle. È stato candidato dopo il voto online sulla piattaforma del M5s.

Alberto Cirio, europarlamentare sostenuto da una coalizione di centrodestra. Dal 2010 al 2014 è stato assessore all’Istruzione, Turismo e Sport della Regione Piemonte durante la presidenza Cota.

Valter Boero, accademico sostenuto dal Popolo della Famiglia.

Qui una descrizione dettagliata di ciascun candidato.

Elezioni regionali Piemonte 2019 risultati definitivi | Consiglio regionale

La vittoria di Alberto Cirio alle elezioni regionali 2019 in Piemonte cambia significativamente la composizione del Consiglio regionale. Sono 50 i seggi a disposizione in Consiglio regionale, più quello del presidente.

Il sistema di voto in Piemonte è in parte proporzionale (40 seggi su base provinciale) e in parte maggioritario (10 seggi assegnati al listino del candidato vincitore). Il candidato presidente ha dunque diritto a portare con sè in Consiglio 10 candidati del suo listino.

La soglia di sbarramento è del tre per cento ed è previsto il voto disgiunto.

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