Elezioni presidenziali in Slovacchia, l’avvocatessa liberale e ambientalista Zuzana Caputova vince il primo turno

A sfidare Caputova sarà Maros Sefcovic (Smer-Sd) vicepresidente della Commissione europea. I sovranisti restano fuori dal ballottaggio

Di Anna Ditta
Pubblicato il 17 Mar. 2019 alle 14:41 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:18
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Immagine di copertina
La candidata alle elezioni presidenziali slovacche Zuzana Caputova. Credit: Alexey Vitvitsky / Sputnik

Elezioni presidenziali Slovacchia, Zuzana Caputova vince il primo turno. La Slovacchia è andata al voto per le prime elezioni presidenziali dopo l’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak e della sua compagna Martina Kusnirova, che hanno messo in crisi il governo. Il primo turno, che si è tenuto sabato 16 marzo, ha visto il successo di una donna: Zuzana Caputova, 45 anni, avvocato e ambientalista, molto critica nei confronti del governo.

Caputova, che ha vinto questa prima tornata con il 40 per cento dei voti, ha partecipato alle manifestazioni di piazza che seguirono l’uccisione di Kuciak. È di orientamento liberale ed europeista e appartiene al piccolo partito “Slovacchia Progressista”, nato nel 2017. Dalla sua parte ha l’appoggio del presidente uscente Andrej Kiska.

“È un bel risultato, è un forte segnale di volontà di cambiamento democratico e di rafforzamento dello Stato di diritto nel nostro paese”, ha scritto Kiska su Twitter facendo le sue congratulazioni alla candidata.

A sfidarla al ballottaggio il prossimo 30 marzo sarà Maros Sefcovic, vicepresidente della Commissione europea, sostenuto dal partito al potere Smer-Sd, che ha ottenuto solo il 18 per cento dei voti.

Fuori dal secondo turno invece i sovranisti, che correvano con Stefan Harabin, giudice della corte suprema e anti-migranti, che si ferma al 14,15 per cento.

Ancora più in basso, al 10 per cento, Marian Kotleba, candidato dell’estrema destra, estimatore di Jozef Tiso (il sacerdote che divenne presidente del Consiglio e alleato dei nazisti dopo l’occupazione della Slovacchia).

La Slovacchia ha affrontato una profonda crisi politica dopo l’omicidio di Jan Kuciak e della sua fidanzata, il 22 febbraio del 2018. Il giovane giornalista stava lavorando a un’inchiesta che avrebbe portato alla luce legami tra esponenti del governo slovacco, imprenditori e ‘ndrangheta.

A causa delle forti proteste verificatesi nel paese, il premier slovacco Robert Fico a marzo 2018 ha dovuto rassegnare le sue dimissioni.

Giovedì scorso le autorità slovacche hanno incriminato Marian Kocner, 55 anni, un uomo d’affari legato al partito Smer-Sd, con l’accusa di aver ordinato l’uccisione di Kuciak. L’imprenditore si trovava già in carcere con l’accusa di frode.

Il presidente in Slovacchia ha un ruolo di rappresentanza, ma importante nella lotta alla corruzione grazie al potere di veto che può esercitare sulla nomina dei giudici. Se eletta, Zuzana Caputova sarà la prima presidente donna del paese.

>> Slovacchia: dov’è finito il giornalista Miroslav Pejko, sparito prima che uccidessero Jan Kuciak?

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