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Elezioni a Milano: Sala vola nei sondaggi, Salvini chiama a raccolta i big

Il Sindaco in carica gode di grande consenso e in caso di sua ricandidatura ci sarebbero poche chance per il centrodestra. Tuttavia, la Lega vuole giocarsi la partita fino in fondo: un'altra sconfitta rischierebbe di rimettere in gioco anche le sorti di Regione Lombardia

Di Lorenzo Zacchetti
Pubblicato il 30 Nov. 2020 alle 07:53 Aggiornato il 30 Nov. 2020 alle 09:06
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Immagine di copertina
Matteo Salvini e Beppe Sala. Credit: Ansa

Il nome del candidato sindaco verrà annunciato a breve, probabilmente già a Sant’Ambrogio, ma in previsione delle elezioni comunali del 2021 la Lega è già molto avanti nella composizione della lista dei candidati consiglieri a Palazzo Marino. Ci saranno sicuramente alcuni big del Carroccio: l’europarlamentare Silvia Sardone, i consiglieri regionali Max Bastoni e Gianmarco Senna, l’ex parlamentare Laura Molteni, nonché, con tutta probabilità, Samuele Piscina, attuale presidente del Municipio 2 di Milano. E ovviamente sarà pienamente della partita anche Matteo Salvini, che sta meditando sulla possibilità di riproporsi come capolista, secondo uno schema ormai collaudato per raccogliere il massimo dei voti possibili.

I sondaggi parlano chiaro: nel caso Beppe Sala corresse per un secondo mandato, le possibilità del centrodestra di riconquistare Milano sarebbero ridottissime e i rumors intorno al primo cittadino danno per scontata la continuità. Tuttavia, Salvini non è disposto a giocare una partita “a perdere”: a soli due anni dalle prossime elezioni regionali, una terza sconfitta consecutiva a Milano potrebbe minare l’egemonia del centrodestra in Lombardia, soprattutto se lo scarto a favore di Sala fosse rilevante. Dopo il crollo di popolarità dovuto al Covid-19, lo spettro di un altro flop va evitato a ogni costo.

Per questo, nonostante i sondaggi, si affilano le armi per una sfida vera, con un candidato sindaco in grado di rappresentare il civismo e il mondo delle professioni: uno dal background simile a quello di Sala, insomma, che peschi nello stesso ambito e che, se anche non vincesse, potrebbe almeno limitare i danni. Una filosofia, quella dell’apertura all’associazionismo e a volti nuovi rispetto all’ambito dei partiti, che Salvini intende perseguire anche nei Municipi, dove il centrodestra parte da un vantaggio di 5 a 4. Tuttavia, il recente innalzamento della soglia per evitare il ballottaggio dal 40% al 50% aumenta le chance del centrosinistra, che al secondo turno potrà reclutare anche gli elettori di M5S e “sinistra-sinistra”.

La Lega intende quindi aprire le proprie liste a esponenti di associazioni, comitati di quartiere e persone attive sui territori, come ad esempio Simona Amore, consigliera di Zona 8 non rieletta nel 2016, ma ultimamente molto attiva nel tessere rapporti con le realtà locali. C’è invece un po’ più di freddezza nei confronti dei tanti esponenti di Forza Italia che stanno bussando alle porte di via Bellerio, spaventati dall’ipotesi che il loro partito sia ulteriormente ridimensionato proprio nella sua città natale. Alla fine comunque alcuni ce la faranno a saltare sul Carroccio in corsa, mentre altri potrebbero confluire nella lista civica formata dal candidato sindaco, ormai sul punto di uscire allo scoperto. Anche per chiudere il cerchio dei suoi sostenitori.

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