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Elezioni Grecia 2019: vincono i conservatori di Nea Dimokratia. Sconfitto Tsipras

Il partito dei conservatori guidato da Kyriakos Mitsotakis, va verso la maggioranza assoluta

Di Anna Ditta
Pubblicato il 7 Lug. 2019 alle 18:04 Aggiornato il 12 Set. 2019 alle 01:10
Immagine di copertina
Kyriakos Mitsotakis. Credit: Nikos Libertas / SOOC

Elezioni Grecia 2019 Risultati | Chi ha vinto | Tsipras | Mitsotakis

Elezioni Grecia 2019 risultati | Domenica 7 luglio la Grecia è tornata al voto per le elezioni politiche che hanno visto al centro la sfida tra la sinistra del premier uscente Alexis Tsipras e i conservatori guidati da Kyriakos Mitsotakis.

I seggi si sono chiusi alle ore 19 (le 18 in Italia).

Il partito di centrodestra Nea Dimokratia (Nuova Democrazia), super favorito nei sondaggi, sembra essersi aggiudicato la vittoria.

Le elezioni politiche in Grecia erano in programma per l’autunno, ma lo scorso maggio, quando i conservatori hanno conquistato oltre il 33 per cento dei voti alle elezioni europee, superando Syriza di dieci punti, il primo ministro Tsipras ha indetto elezioni anticipate.

Elezioni Grecia 2019 | Le dichiarazioni

È ormai praticamente certa la vittoria dei conservatori di Nuova Democrazia.

Il premier Alexis Tsipras ha ammesso la sconfitta elettorale e ha telefonato al vincitore delle politiche Kyriakos Mitsotakis per congratularsi. A renderlo noto è l’ufficio del premier uscente.

“I cittadini hanno scelto. E noi rispettiamo il risultato, perché il cambio di governo è l’essenza della democrazia, non un paradosso”, ha detto il premier greco uscente Alexis Tsipras incontrando i giornalisti. “Ho fatto i complimenti a Mitsotakis e domani gli consegnerò l’ufficio del primo ministro”.

Tsipras ha detto che Syriza ha fatto “scelte difficili” per cambiare il paese, “pagando un alto prezzo”.

Elezioni Grecia 2019 | Risultati

Le prime proiezioni della Singular Logic per le elezioni greche assegnano a Nea Dimokratia il 39,8 per cento dei voti e 158 seggi.

Syriza prende il 31,6 per cento (86 seggi). I socialisti di Kinal 8,3 per cento (23 seggi); il Kke 5,3 per cento (14); i nazionalisti di Elliniki Lysi 3,7 per cento (10); Diem 25 il 3,4 per cento (9). Secondo queste proiezioni – basate sul 10 per cento di voti reali – i neonazisti di Alba Dorata non entrano in parlamento.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan intanto ha telefonato al vincitore delle elezioni in Grecia, Kyriakos Mitsotakis, per congratularsi per la vittoria prevista dagli exit poll, secondo quanto fa sapere Nea Dimokratia.

Euclid Tsakalotos, ministro delle Finanze del governo greco uscente, ha parlato di una “grande vittoria” dei conservatori.

Si tratta del primo commento di un esponente di Syriza dopo la pubblicazione degli exit poll, che indicano una netta vittoria di Nea Dimokratia.

“Il risultato è chiaro… ma torneremo”, ha detto Tsakalotos ai microfoni della rete pubblica Ert.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Elezioni Grecia 2019 | Exit poll

Secondo i primi exit poll in Grecia il partito conservatore di Nea Dimokratia è avanti, al 38-42 per cento, contro il 26,5-30,5 per cento di Syriza.

Sembrano confermati dunque i sondaggi che danno per favorito il partito conservatore di Kyriakos Mitsotakis.

Dentro il Rojava, guerra di Siria

Se i primi exit poll saranno confermati dallo scrutinio, la Grecia di avvia verso una maggioranza assoluta alla destra con il partito conservatore Nea Dimokratia che potrebbe formare un governo monocolore.

In base ai primi rilevamenti il partito di Mitsotakis otterrebbe infatti tra i 155 ed i 167 seggi sui 300 totali in parlamento.

Ecco cosa dicono gli exit poll realizzati dalla società Alco per tutti i canali televisivi greci:

  • Nea Dimokratia (conservatori): 38-42 per cento
  • Syriza (sinistra): 26,5-30,5 per cento
  • Kinal (socialisti): 6-8 per cento;
  • Kke (comunisti): 5-7 per cento;
  • Diem 25 (il movimento di Yanis Varoufakis): 3-5 per cento;
  • Elliniki Lysi (nazionalisti): 2,5-4,5 per cento;
  • Alba Dorata (neonazisti): 2,8-4,8 per cento.

Elezioni Grecia 2019 | Affluenza

Sono complessivamente 9,9 milioni gli elettori chiamati al voto in Grecia. Per la prima volta alle elezioni politiche hanno potuto votare anche i 17enni.

Il voto si è tenuto in una giornata particolarmente torrida, in cui molti greci sono stati tentati probabilmente dalle spiagge del paese. Dopo aver votato, il premier Tsipras ha invitato i connazionali a non astenersi “perché oggi decideremo il corso del Paese per i prossimi quattro anni”.

“Lo dico in particolare ai giovani, che sono quelli che di solito fanno la differenza: non lasciate questa decisione cruciale nelle mani di altri”, ha detto Tsipras.

Anche il leader di Mera25 Yanis Varoufakis ha rivolto un appello al voto: “Votate, è l’unico modo che abbiamo per difendere la democrazia”, ha detto.

Nelle precedenti elezioni politiche del settembre 2015, con temperature molto meno elevate, il 56,16 per cento dei greci si recò a votare.

Elezioni Grecia 2019 | Sondaggi

I sondaggi danno per favorito il ritorno al potere dello storico partito conservatore, Nea Demokratia (Nuova Democrazia), formazione di centrodestra guidata dal 51enne Kyriakos Mitsotakis [qui il suo profilo]. La vittoria dei conservatori metterebbe fine all’era del governo di Alexis Tsipras, iniziato nel 2015.

La famiglia politica dei Mitsotakis-Bakoyannis domina da sempre la scena nazionale ellenica.

Secondo gli ultimi sondaggi, Nuova Democrazia dovrebbe raccogliere il 38 per cento dei consensi, percentuale che consentirebbe al partito attualmente all’opposizione di assicurarsi la maggioranza assoluta, anche grazie al bonus di 50 parlamentari che la legge elettorale greca assegna alla prima forza politica.

Syriza potrebbe invece attestarsi sotto il 26 per cento: oltre dieci punti in meno rispetto al trionfale 36,3 per cento che consentì a Tsipras di diventare premier nel 2015.

I sondaggi danno al terzo posto con il 6,5 per cento i socialdemocratici di Kinal (Movimento per il Cambiamento) guidati da Fofi Gennimatà ed eredi del vecchio Pasok, seguiti dai comunisti del Kke (5 per cento).

Alba Dorata, la formazione neonazista che alle elezioni europee ha perso quasi la metà dei voti rispetto al 2014, dovrebbe rimanere in Parlamento.

Un nuovo ingresso potrebbe essere invece quello del neonato partito dell’ultradestra Soluzione Greca, che ha cavalcato il malcontento per l’accordo con Skopje per il cambio di nome della Repubblica di Macedonia e ha già ottenuto un seggio al Parlamento europeo.

In Parlamento probabilmente entrerà anche la sinistra di Mera25, il Fronte Europeo di disobbedienza realista dell’ex ministro delle Finanze, Yanis Varufakis, dato al 3,5 per cento.

Elezioni Grecia 2019 | La situazione nel paese

Per i greci la terza volta in pochi mesi che si aprono le urne, dopo le elezioni europee e quelle comunali.

Negli ultimi 4 anni, la Grecia è riuscita a scongiurare la bancarotta uscendo dall’abbraccio della Troika e dallo schema di salvataggio Ue. Il tasso di disoccupazione nel paese è diminuito dal 26 al 18 per cento.

Tuttavia, per i cittadini la ripresa è stata molto marginale: quasi quattro giovani su dieci sono ancora senza lavoro e la previsione di un aumento del Pil all’1,9 per cento sembra irraggiungibile.

“Chiunque deve essere consapevole di dove stava la Grecia nel 2014 e di dove stiamo adesso. Non riconsegneremo le chiavi del Paese a chi l’aveva trascinato al lastrico”, ha detto Tsipras durante il suo ultimo comizio venerdì.

Come sono andate le Elezioni europee in Grecia