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Scuola, i docenti precari a TPI: “La Azzolina ha bandito un concorso-truffa che moltiplica il precariato. E che ci mette in pericolo”

"La ministra non ha ascoltato nessuno e ha pubblicato dei decreti quando da più parti l'invito era quello a fermarsi e riflettere. Il M5s sta buttando per strada il 70 per cento degli insegnanti serviti fino a oggi". A TPI i docenti precari della Terza Fascia, che da anni lottano per una stabilizzazione e che sono chiamati, in emergenza Coronavirus, a partecipare ad un concorso ad agosto che potrebbe non risolvere la loro annosa questione

Di Giulia Angeletti
Pubblicato il 30 Apr. 2020 alle 17:40 Aggiornato il 30 Apr. 2020 alle 18:14
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“Il nuovo concorso scuola bandito dalla ministra Azzolina non risolve il problema del precariato storico tra i docenti, ma lo moltiplica. Non risolve la reiterazione dei contratti a termine perché dal 1 settembre le classi continueranno ad essere riempite di insegnanti precari della Terza Fascia. E visto che noi, piaccia o non piaccia, serviamo alla scuola, non riusciranno a farci andare, in piena pandemia, a fare, tre alla volta, un concorso-truffa. La ministra non ha ascoltato nessuno e ha pubblicato dei decreti quando da più parti l’invito era quello a fermarsi e riflettere. Il M5s sta buttando per strada il 70 per cento di chi è servito fino a oggi”. Queste le dure parole che il Professor Pasquale Vespa, presidente dell’Associazione Docenti per i Diritti dei Lavoratori, rivolge all’attuale vertice del Miur – il ministero per la Pubblica Istruzione – Lucia Azzolina (M5s). Su di lei, in queste ore, si sta abbattendo una vera e propria tempesta provocata dall’indignazione delle migliaia di docenti precari che contestano sia le modalità che le tempistiche del nuovo concorso straordinario finalizzato all’assunzione di 24mila insegnanti di scuola media e superiore.

E non sono nemmeno gli unici a farlo, visto che anche Pd, Liberi e Uguali, Autonomie e altre forze politiche di maggioranza e opposizione, oltre ai sindacati, hanno contestato le recenti decisioni della ministra per quanto riguarda il settore scuola e le sue diverse e annose problematiche. Problematiche di cui ci ha dato maggiore contezza Vespa, che da cinque anni combatte una estenuante battaglia per la stabilizzazione di migliaia di insegnanti precari della Terza Fascia di cui, come racconta lui stesso, “la politica fino a qualche tempo fa quasi non conosceva le mansioni o l’esistenza”. Soprattutto negli ultimi giorni Pasquale ha cercato dei faccia a faccia con le forze politiche al fine di portare l’attenzione su problematiche rimaste irrisolte e che riguardano la stabilità professionale di migliaia di lavoratori. “Ad oggi siamo 170mila docenti precari con contratto a tempo determinato. La nostra situazione di instabilità – spiega Vespa – va avanti anche da dopo che l’Unione europea ha fatto partire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, chiedendole di non reiterare la stipula di contratti a scadenza per quanto riguarda il settore scuola, in quanto ciò rappresenta un illecito. Matteo Renzi, di tutta risposta, con la “Buona scuola” non ha risolto i nostri problemi e, da quel momento in poi, sono proseguite le assunzioni a tempo determinato, le quali hanno creato situazioni di precariato decennale”.

“Ora – prosegue il presidente di AnDDL – dopo la lunga fase di proteste di piazza e assemblee sindacali, pensano di risolvere tutta questa situazione con “il bando delle crocette””. Vespa, in sostanza, rappresentando in questo la totalità dei docenti precari, contesta il fatto che il concorso straordinario – che, lo ripetiamo, dovrebbe svolgersi ad agosto 2020 mentre il Paese è ancora alle prese con il Covid-19 – vede delle modalità che, chiarisce lui stesso, “non valutano il merito” e non considerano “chi ha acquisito esperienza come insegnante di sostegno”. Secondo quanto previsto dal bando, infatti, docenti che lavorano da anni come precari e che, quindi, di esperienza se ne sono fatta parecchia, dovrebbero affrontare una prova computer based composta da un test a risposta multipla e basata su “programmi resi complicatissimi per una procedura straordinaria”. Su questa procedura, oltre alle contestazioni di sindacati e politica, si è recentemente espresso il CSPI, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, il quale ha osservato che “data la situazione pandemica è necessario trovare una soluzione alternativa” ad un concorso che si svolgerebbe ad agosto, in condizioni non certo opportune vista l’epidemia da Coronavirus.

Docenti precari, Vespa a TPI: “Necessaria procedura telematica per Titoli e Servizio”

“L’alternativa da noi proposta – spiega ancora Vespa – è avviare una procedura telematica per Titoli e Servizio in modo tale da stilare una graduatoria che possa portare a delle rapide assunzioni già a settembre, con un anno di prova prima di entrare “in ruolo”, ma con valenza abilitante. In questo modo stanno creando nuovo precariato senza aver prima eliminato il precariato storico degli insegnanti di Terza Fascia”. Sono anni che, governo dopo governo, questa situazione di precariato nell’insegnamento viene trascinata senza che si giunga ad una soluzione definitiva: anche l’esecutivo gialloverde, quello del “cambiamento”, aveva promesso, inserendolo addirittura tra i punti del famoso “contratto”, assunzioni a tempo indeterminato per questi docenti, ma poi tale promessa “è stata completamente rinnegata”, come osserva sempre Vespa. “Successivamente il nuovo governo, con Lorenzo Fioramonti, ha cancellato il buono di un accordo che dava la possibilità ai docenti di abilitarsi. Il 1 ottobre 2019 è stato poi sottoscritto un accordo che ha peggiorato ancora di più la situazione, visto che sia il M5s che Italia Viva hanno iniziato a parlare di programmi per i concorsi scuola sempre più complessi e articolati, dimenticandosi di una cosa fondamentale, cioè che l’obiettivo di questo percorso era la stabilizzazione dei precari. La scuola pubblica italiana si regge sulla Terza Fascia, dato che le chiamate in servizio vengono effettuate attingendo da questo comparto”.

“Si sono espressi – continua – per chiedere una rapida soluzione per gli insegnanti precari e soprattutto sospendere il concorso straordinario, il Pd con Francesco Verducci, ma anche Nicola Fratoianni, Giuseppe De Cristofaro e l’opposizione tramite Lega e Fratelli d’Italia. Sono tutti d’accordo su questo punto tranne il M5s che, con la Azzolina, sta dicendo che se salta questa procedura concorsuale allora le assunzioni avverranno tra un anno, ma non è vero. La Uil, tra l’altro, ha denunciato per comportamento antisindacale la ministra, una cosa molto grave, ma lei sembra non voler ascoltare nessuno. Ad oggi basterebbe un emendamento “di maggioranza” volto a sanare la nostra situazione”.

Docenti precari, la testimonianza di Francesco: “Rischio è che ci passi avanti chi non ha esperienza in classe”

A fare eco alle parole di Pasquale Vespa dell’Associazione Docenti per i Diritti dei Lavoratori la forte testimonianza, giunta alla nostra redazione, di uno dei tanti docenti precari storici, il Professor Francesco Maria Di Marco, il quale fa luce anche su altre problematiche concrete: “Se noi docenti, per qualsiasi motivo, non fossimo in grado di partecipare a questo concorso straordinario, allora perderemmo la possibilità di poterci abilitare. Se, ad esempio, qualcuno di noi si ammala o non riesce ad ottenere un buon risultato, dovrà allora provare il concorso ordinario, insieme però a tutti i neolaureati privi di esperienza sul campo ma freschi degli studi che hanno appena concluso. Persone che, dunque, passerebbero avanti in graduatoria a noi precari pluriennali”.

“Noi – racconta sempre Di Marco a TPI – siamo insegnanti impegnati ogni giorno con la Dad (la Didattica a distanza), che mandano comunque avanti l’istruzione, con il proprio lavoro, in questo momento così difficile. Personalmente ho undici classi per un totale 210 studenti, che ora seguo tramite Zoom e YouTube. Ho preso da poco un mutuo per comprarmi casa con la “sicurezza” che avrei lavorato nei prossimi anni, ma se non dovesse essere così? Io sono giovane e posso pensare a un piano B, ma che ne sarà di quei colleghi che hanno ormai una famiglia da mantenere e una storia di precariato, anche decennale, alle spalle? Quando noi docenti parliamo di futuro da esodati intendiamo proprio questo, visto che, per come stanno ora le cose, un concorso a crocette potrà escluderci dal mondo della scuola in via definitiva”. “Dopo che Conte – è infine la protesta di Di Marco, la quale raccoglie la voce di migliaia di suoi colleghi – si è sfiatato a forza di parlare di distanziamento sociale, dopo che le elezioni amministrative son state spostate, dopo che anche Francia e Germania hanno fatto un passo indietro sulla riapertura, il 28 aprile è stato indetto il bando di concorso per noi docenti precari ad agosto. Ma riusciamo ad immaginare 200mila docenti che fanno il concorso ora? Mi chiedo poi: come faranno in Lombardia, in Veneto o nelle Marche?
È assurdo. È vergognoso”.

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