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Celebrazioni 25 aprile, Mattarella: “Festeggiamo il ritorno alla libertà”

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'altare della Patria per le celebrazioni del 25 aprile. Credit: ANSA

Ma non mancano le polemiche politiche. Di Maio: "Si può anche andare a Corleone ma bisogna evitare che la politica abbia anche solo un'ombra legata a inchieste su corruzione e mafia"

DISCORSO DI MATTARELLA OGGI – “Festeggiare il 25 aprile – giorno anche di San Marco – significa celebrare il ritorno dell’Italia alla libertà e alla democrazia, dopo vent’anni di dittatura, di privazione delle libertà fondamentali, di oppressione e di persecuzioni. Significa ricordare la fine di una guerra ingiusta, tragicamente combattuta a fianco di Hitler. Una guerra scatenata per affermare tirannide, volontà di dominio, superiorità della razza, sterminio sistematico”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per la Festa della Liberazione di Vittorio Veneto.

“Se oggi, in tanti, ci troviamo qui e in tutte le piazza italiane – ha proseguito Mattarella – è perché non possiamo, e non vogliamo, dimenticare il sacrificio di migliaia di italiani, caduti per assicurare la libertà di tutti gli altri. La libertà nostra e delle future generazioni. A chiamarci a questa celebrazione sono i martiri delle Fosse Ardeatine, di Marzabotto, di Sant’Anna di Stazzema e di tanti altri luoghi d’Italia; di Cefalonia, dei partigiani e dei militari caduti in montagna o nelle città, dei deportati nei campi di sterminio, dei soldati di Paesi lontani che hanno fornito un grande prezioso contributo e sono morti in Italia per la libertà”.

Anche nel giorno delle celebrazioni non sono mancate però le polemiche politiche. Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha punzecchiato Matteo Salvini: “Puoi anche andare a Corleone a dire che vuoi liberare il Paese dalla mafia – ha detto Di Maio riferendosi alla visita di Salvini nel comune siciliano – ma per farlo devi evitare che la politica abbia anche solo un’ombra legata a inchieste su corruzione e mafia”.

Chiaro il riferimento alla vicenda del sottosegretario Armando Siri, indagato per corruzione.

“A dividere è chi il 25 aprile non vuole festeggiarlo – ha aggiunto Di Maio – Noi non vogliamo essere divisivi, il 25 aprile deve essere una giornata di unione”.

“È quindi una giornata in cui al di là dei colori politici – ha concluso il capo politico del M5s – non solo si festeggia ma si lavora per far sì che chi ci ha consentito di arrivare fin qui, i nostri nonni, siano onorati e sia onorato con il lavoro il lavoro di un governo che deve realizzare ancora tante cose deve attuare tanti diritti sociali”.

Il leader della Lega ha cercato invece di abbassare i toni: “Mi piacerebbe che il 25 aprile sia la giornata dell’unione e della pacificazione nel nome dell’Italia che verrà, poi ognuno si tiene proprie idee, distanze, e obiettivi: ho scelto Corleone per dire ai giovani che vince lo Stato”, ha detto Salvini.

“La scelta di stare a Corleone per la festa della Liberazione è assolutamente in sintonia con chi rischia la vita indossando la divisa per liberare il paese dall’occupazione della mafia. Pensate che stia facendo un picnic qui o una scampagnata? Qualunque cosa avessi fatto io oggi avrebbero fatto polemica”, ha aggiunto il ministro dell’Interno.

A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato il premier Giuseppe Conte. “Anche se questo è un luogo di dolore, oggi è un giorno di festa, non facciamo polemiche”, ha detto Conte al termine della sua visita al sacrario delle Fosse Ardeatine.

Polemiche nei confronti di Salvini sono invece arrivate dal presidente dell’Anpi di Roma Fabrizio De Sanctis: “Oggi manifestare per qualcos’altro è illegittimo, significa non voler celebrare la resistenza e la guerra di liberazione e inoltre si fa anche un’operazione strumentale. La lotta alla mafia si fa tutti i giorni”, ha detto sempre in riferimento alla visita di Salvini a Corleone.

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