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Celebrazioni del 25 Aprile: tra Di Maio e Salvini l’ennesimo scontro

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 24 Apr. 2019 alle 15:54 Aggiornato il 24 Apr. 2019 alle 18:01
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Immagine di copertina

25 APRILE POLEMICHE – Come se fossero già pochi i temi di scontro nella maggioranza di governo, le celebrazioni per il 25 aprile diventano una nuova occasione per far scoppiare le polemiche tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Ma non solo. Sull’onda dello scontro dialettico tra Lega e Movimento Cinque Stelle, anche tutti gli altri partiti italiani si schierano. Chi per rivendicare l’importanza della ricorrenza, chi per chiedere ai diretti interessati di tenere fuori il 25 aprile dalle loro scaramucce.

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25 aprile polemiche | Di Maio contro Salvini

Il leader del M5s, Di Maio, ha attaccato – seppur senza fare mai il suo nome direttamente – l’alleato leghista: “Leggo che qualcuno – ha scritto su Facebook – oggi arriva persino a negare il 25 aprile, il giorno della Liberazione. Lo trovo grave. È curioso che coloro che oggi negano il 25 aprile siano gli stessi che però hanno aderito al congresso di Verona, passeggiando mano per la mano con gli antiabortisti”.

Salvini, infatti, ha annunciato che giovedì 25 aprile sarà a Corleone, in Sicilia, “perché la Liberazione che ora serve al Paese è quella dalla mafia”.

Alla vigilia della Festa della liberazione, il segretario del Carroccio è tornato sulle polemiche sulla sua assenza alle celebrazioni: “Il 25 aprile – ha detto – è una festa” e la democrazia “è un valore”. Salvini ha definito “tristi” le polemiche che lo hanno travolto: “Siamo figli di chi ha dato la vita per garantirci libertà e democrazia – ha aggiunto – ma ognuno la celebra dove vuole e io vengo pagato per combattere e liberare l’Italia dalla mafia”.

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25 aprile polemiche | Lega e Movimento Cinque Stelle

Le due anime del governo giallo-verde, dunque, si schierano su due punti opposti riguardo alla Festa della liberazione. Ma se il M5s parteciperà in massa alle celebrazioni della Comunità ebraica di Roma (saranno presenti oltre al vicepremier anche i ministri Elisabetta Trenta, Alfonso Bonafede e la sindaca di Roma Virginia Raggi), la Lega si comporta in modo meno uniforme.

Assente Salvini, saranno invece presenti diversi governatori leghisti. Luca Zaia, governatore del Veneto, sarà col presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Vittorio Veneto, città medaglia d’oro per la Resistenza.

Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ha annunciato invece la sua partecipazione alle celebrazioni a Varese. A Trieste, anche il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga sarà presente alla Risiera di San Sabba.

Diverso il discorso dei ministri leghisti: Marco Bussetti, Lorenzo Fontana, Erica Stefani e Gian Marco Centinaio non hanno infatti nessun impegno in agenda per il 25 aprile.

25 aprile polemiche | Le opposizioni

Contro il punto di vista di Salvini si è scagliato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: “Il 25 aprile – ha detto – è la festa di tutti gli italiani, anche di Salvini, che può girare e dire le cose che dice grazie alla Resistenza e alla Liberazione. Se non lo festeggia, fa una cosa grave contro il Paese e la sua storia. Il 25 aprile dovrebbe essere anche la festa del governo – aggiunge – perché ha giurato sulla Costituzione nata dalla lotta di liberazione”.

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Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, sarà invece a Milano al corteo che ricorderà la Liberazione in chiave femminile. Si terrà infatti un corteo per ricordare le donne che hanno fatto parte della Resistenza, come Giulia Lombardi, la staffetta partigiana la cui statua è stata bruciata a Vighignolo.

Dal capogruppo dem alla Camera, Graziano Delrio, è arrivato un attacco al governo sul 25 aprile: “Salvini e Di Maio – ha detto Delrio – tengano fuori dalla loro rissa il 25 aprile. Non usino questa data per meschini calcoli di bottega elettorale. La festa della Liberazione appartiene a tutti gli italiani e va celebrata, con rispetto e gioia, perché è la sorgente della nostra Repubblica”.

Sulla stessa linea anche Forza Italia, con la deputata e vicepresidente della Camera Mara Carfagna: “Il 25 aprile è una data patriottica – ha detto in una nota – come il 4 luglio lo è negli Stati Uniti, e deve ispirarci sentimenti di unità nazionale e di amore per l’Italia fondata sulla Costituzione repubblicana e la democrazia. Questa solenne ricorrenza non può essere divisiva né di parte, sfruttata dall’uno o dall’altro a fini elettorali o di propaganda. A distanza di decenni è giunto il momento di abbandonare le contrapposizioni proprio come fecero coloro che, pur venendo da schieramenti politici diversi, insieme decisero di riscattare il Paese”.

25 aprile polemiche | Le manifestazioni

Come ogni anno, inoltre, non mancano le polemiche sulle varie manifestazioni del 25 aprile. A Roma, la Comunità ebraica celebrerà separatamente la Liberazione senza prendere parte al corteo dell’Anpi. In Campidoglio, tuttavia, parteciperanno entrambi alle celebrazioni volute dalla sindaca Raggi, che si recherà anche a Porta San Paolo per portare un omaggio ai partigiani.

L’Anpi non parteciperà neanche alla cerimonia ufficiale del Comune di Trieste, organizzata alla Risiera di San Sabba: “Trieste è l’unica città capoluogo dove durante la cerimonia ufficiale non viene data la parola alle organizzazioni di chi la lotta di Liberazione l’ha fatta”, ha detto con tono polemico il presidente provinciale Anpi, Fabio Vallon.

Altre polemiche arrivano da Cumiana, in provincia di Torino. Qui il 25 aprile sarà celebrato dall’Anpi con “una manifestazione autoconvocata” perché il commissario prefettizio, che regge il Comune da gennaio, non sarà presente e “si limiterà a far deporre una corona d’alloro” sulla stele che ricorda i partigiani.

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