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Ex Ilva, a Taranto madre si rifiuta di stringere la mano a Di Maio: “Si ricorda di mio figlio morto?”

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 24 Apr. 2019 alle 19:26 Aggiornato il 24 Apr. 2019 alle 19:36
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Immagine di copertina

“Io la mano e l’abbraccio da Di Maio non li accetto. Accetterò una stretta di mano seria nel momento in cui prenderà le decisioni serie per Taranto, cioè la chiusura delle fonti inquinanti, adesso basta”. Queste le parole di Carla Lucarelli, mamma del 15enne morto lo scorso 25 gennaio a causa di un tumore, al vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio in visita nella città pugliese per discutere del tema ex Ilva.

Di Maio ha convocato il tavolo permanete per il Contratto istituzionale di Sviluppo mercoledì 24 aprile a cui ha invitato anche le associazioni ambientaliste.

“Taranto – ha aggiunto la madre del piccolo – è bella quando serve. È la solita presa in giro, ora ci sono le Europee ed è venuto a fare passerella. Di nuovo Taranto si presta ad essere una passerella per la campagna elettorale”.

“Non è cambiato nulla – commenta Carla Lucarelli – l’unica cosa è che altri bambini sono morti”. “Servono provvedimenti urgenti per evitare che altri bambini come mio figlio muoiano”.

“Le porto i saluti di Mauro Zaratta, si ricorda di lui si commosse ascoltandolo?”, ha affermato la donna rivolgendosi al vicepremier.

La donna ricorda a Di Maio dell’incontro di settembre quando a Roma si commosse ascoltando Zaratta, papà di un altro bambino morto dopo una malattia legata all’inquinamento.

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