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Di Battista scrive sulla bacheca di Salvini: “Mi ricordi il geometra Calboni”

Di Veronica Di Benedetto Montaccini
Pubblicato il 16 Lug. 2020 alle 20:27 Aggiornato il 16 Lug. 2020 alle 20:31
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Immagine di copertina

Alessandro Di Battista va all’attacco di Matteo Salvini su Facebook oggi, giovedì 16 luglio, con un commento direttamente sulla bacheca del leader della Lega. L’ex deputato M5S – ancor oggi tra i volti più noti del Movimento – chiede a Salvini: “Quando mai te la sei presa con un potente?”.  Poi parla anche del dossier Aspi, “una delle ragioni della tua scelta folle di far cadere il governo”.

Di Battista a Salvini: “Sei come il Geometra Calboni”

Di Battista esordisce così: “Matteo ti ricordi il Geometra Calboni, il collega millantatore di Fantozzi, quello che si sentiva importante ma che non contava nulla che metteva bocca su tutto, falso come Giuda, pavido di fronte al mega Direttore galattico e arrogante con i disgraziati? Ecco quello sei tu in versione cafona“.

“Ti danno dello sciacallo  – continua l’ex deputato – ma pure gli sciacalli sanno riflettere. Tu sei un cazzaro, solo un cazzaro che prova a buttarla in caciara per creare confusione e tentare di pescar voti in acqua torbide. Ti attaccavo quando eri potente, ora provo quasi compassione per te – scrive duro  Di Battista – Ami il cemento ma parli di alluvioni. Detesti l’ambiente ma vuoi fare quello che sta dalla parte delle vittime delle inondazioni. Non sai nulla di nulla, non studi, non hai un’idea, un progetto a parte quello di convincere qualcuno a schierarsi contro le vittime e dalla parte dei carnefici. Parli solo di immigrazione ma te la fai sotto a prendere posizione contro i “potenti” che, con le loro scelte, provocano i flussi migratori. Figurati, quando mai te la sei presa con un potente?”.

Il sassolino Aspi

Poi Di Battista passa alla questione Autostrade. “Non sono ovviamente in Cdm, voglio leggere meglio le carte. Però sono molto soddisfatto“, ha detto parlando dell’accordo che ha tolto di mezzo la revoca della concessione. Da qui in poi è un susseguirsi di giustificazioni e precisazioni.  “Guardate che io non sono obbligato a difendere le scelte del governo. Non volevo l’accordo col Pd e ho sempre criticato il M5S quando l’ho ritenuto opportuno, come per De Scalzi”, ha premesso Di Battista, ricordando che “io credo nella nazionalizzazione” di Autostrade.

“Ho chiesto tanto perché sono le mie idee. E anche perché – ha aggiunto Di Battista – penso che in fase di trattativa chiedere tanto è necessario per ottenere di più“. Insomma, quelle posizioni rigorose sulla revoca, sbandierate con tanto vigore fino a pochi giorni fa, anche per lui non erano poi così irrinunciabili.

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Messaggio politico elettorale. Committente: Tobia Zevi

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