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Ddl Zan, oltre 1000 emendamenti presentati in Senato: 700 solo dalla Lega. Si va verso il rinvio a settembre

Immagine di copertina
Credits: EPA/FRANCISCO GUASCO

Ddl Zan, oltre 1000 emendamenti presentati in Senato: 700 solo dalla Lega

La discussione sul Ddl Zan rischia di essere rinviata a settembre dopo i 1000 emendamenti presentati dai partiti contrari alla legge. Sono 700 quelli proposti dalla Lega – 672 dal gruppo del Senato e 20 solo da Roberto Calderoli – 134 da Forza Italia, 127 da Fratelli d’Italia, 4 da Italia Viva. La senatrice dell’Udc Paola Binetti da sola ne ha presentati 80; il gruppo per le Autonomie 4. Dal gruppo Misto infine sono arrivate 8 richieste di modifica: 5 da Gregorio De Falco e 3 da Mattia Crucioli dell’Alternativa C’è

Gli emendamenti chiedono perlopiù la modifica degli articoli 1, 4 e 7 su libertà di espressione, clausola salva idee e attività di prevenzione alla violenza nelle scuole, ma per Alessandro Zan, primo firmatario del disegno di legge, non sono altro che “il chiaro tentativo di affossare la legge. “Altro che volontà di dialogo e mediazione. Salvini sui diritti conferma di avere la stessa linea di Orban“, ha scritto su Twitter il deputato dem. E se Salvini ha promesso di ritirare “gran parte degli emendamenti” se il Pd si mostrerà “disposto a dialogare”, il segretario Enrico Letta ha rinviato la proposta al mittente. Interpellato da Repubblica, il segretario del Pd ha dichiarato: “Sì al confronto in Senato. Nessun negoziato con Salvini. Per noi il testo Camera rimane il migliore”.

“Se il Pd continuerà a volere lo scontro, affosserà la legge e la tutela dei diritti di migliaia di persone”, ha ribadito il capogruppo del Carroccio al in Senato Massimiliano Romeo. Ma la porta sembra chiusa al Nazareno. “672 emendamenti solo dalla Lega. Concordati con Orban? Ecco il dialogo auspicato da alcuni. Non abbiamo mai avuto dubbi. Condizioni politiche per mediazioni non ci sono mai state. Basta con la tattica. Basta insulti alla dignità delle persone ddl Zan subito e senza modifiche”, ha dichiarato Monica Cirinnà, tra le prime firmatarie del ddl approvato a novembre alla Camera.

Intanto la discussione generale in Aula va avanti, ma il tempo sta per scadere: la Lega e Fratelli d’Italia sono orientati a chiedere il non passaggio agli articoli del testo, così come consente il regolamento, al termine del dibattito. Il che significherebbe, se la richiesta dovesse passare con un voto favorevole, lo stop del ddl. Ma anche se la proposta dell’opposizione non passasse, da domani a Palazzo Madama il disegno di legge contro l’omotransfobia non potrà essere calendarizzato: il Senato sarà impegnato nella discussioni del dl sostegni bis, dl recovery e dl sulla cibersecurity.

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