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Conte a Otto e Mezzo: “Sul Recovery Fund siamo un po’ in ritardo, piano pronto a febbraio. Riapriremo scuole prima di Natale, ma no vacanze sulla neve”

Di Carmelo Leo
Pubblicato il 23 Nov. 2020 alle 20:44 Aggiornato il 23 Nov. 2020 alle 21:15
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Immagine di copertina

Covid, Conte a Otto e mezzo: “Riapriremo scuole prima di Natale”

Stasera, lunedì 23 novembre 2020, il premier Giuseppe Conte è ospite di Lilli Gruber nel programma Otto e mezzo, su La7.

“Sullo spostamento tra regioni a Natale, ci stiamo lavorando, ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse”, ha dichiarato Conte intervistato dalla conduttrice Lilli Gruber. “Il periodo natalizio richiede misure ad hoc. Si rischia altrimenti di ripetere il ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile“, ha aggiunto. Il premier ha poi parlato delle vacanze sulla neve “incontrollabili”, dopo che l’esecutivo avrebbe deciso di chiudere gli stabilimenti sciistici proprio per evitare assembramenti nelle località vacanziere invernali. Ma sul “protocollo natalizio”, il primo ministro starebbe lavorando insieme agli altri leader europei. Con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo. “Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo”, ha dichiarato a La7.

Per quanto riguarda il Dl ristori, Conte ha dichiarato di aver stanziato “2 miliardi aggiuntivi” per chi è rimasto fuori e che “è previsto uno scostamento di 8 miliardi”. “Sappiamo quanto vale il Natale”, ha detto il premier. “Abbiamo messo sul tavolo consistenti ristori. Continueremo ad intervenire per i lavoratori rimasti fuori dal primo intervento, anche con dei decreti per le città turistiche. Dobbiamo intervenire per la cultura, lo spettacolo e il turismo e interverremo anche per partite IVA e autonomi. Lo scostamento che abbiamo chiesto è dedicato a loro”, ha sottolineato.

Al centro dell’intervista anche i temi più caldi dell’attualità politica, come le polemiche esplose nel centrodestra e nella maggioranza per la possibilità di un appoggio di Forza Italia all’esecutivo. Conte assicura che “Forza Italia rimarrà all’opposizione”. “C’è un dialogo da tempo con Forza Italia in Parlamento. Auspico una collaborazione con Forza Italia come l’ho auspicato con tutte le forze di opposizione. Infatti, ci siamo seduti al tavolo con l’opposizione, sono anche venuti a palazzo Chigi. E l’ultima volta hanno detto che il confronto lo vogliono in Parlamento. Io ero, sono e sarò disponibile. Devo riconoscere che Forza Italia si è predisposta per un dialogo costruttivo. E ha anche spiegato che non vuole allargare la base del governo ma restare all’opposizione. Forza Italia ha assunto un approccio dialogante e costruttivo. È emerso il loro senso di responsabilità”, ha detto Conte.  “Non ho l’ambizione di diventare il capo politico dei 5 Stelle. Rispetto le loro dinamiche interne, li seguo con attenzione e con affetto ma non ho questa ambizione. La rivalità con Di Maio le leggiamo sui giornali e ci scambiamo messaggi ironici su questo”, ha detto. Un’altra smentita è arrivata anche sulle voci secondo cui l’ad della Rai Salini sarebbe vicino a rassegnare le sue dimissioni.

Su Recovery Fund, inoltre, il primo ministro ha detto di sperare che “Polonia e Ungheria” rivedano la loro posizione. “Il Consiglio europeo di dicembre sarà decisivo per trovare l’accordo sul Recovery fund. C’è un problema, un veto politico di Polonia e Ungheria. L’ostacolo è questo. Ma c’è grande senso di responsabilità e confido che i paesi che hanno posto il veto sullo stato di diritto rivedano la posizione. È giusto che lo facciano perché altrimenti danneggeranno le loro stesse economie”, ha dichiarato, specificando poi che il piano nazionale sarà presentato a febbraio.

“Presentiamo già a febbraio il piano nazionale italiano per il Recovery fund – ha detto – siamo un poco in ritardo rispetto ai tempi iniziali ma c’è un’interlocuzione settimanale con la commissione europea. Abbiamo messo a punto un meccanismo e una struttura normativa e operativa. C’è da creare struttura operativa ad hoc con un profilo manageriale che garantisca il monitoraggio dei progetti e la verifica della loro attuazione. Sarà una struttura condivisa presso Palazzo Chigi ma con il coordinamento di altri ministeri. Inoltre, condivideremo i piani con tutto il Paese, lo faremo in parlamento, ora ci sarà un aggiornamento sui progetti”. Per quanto riguarda la riapertura delle scuole, il premier ha annunciato l’intenzione di avviarla “prima di Natale” e di “star lavorando per questo.

“Immaginate: oggi si dice che siamo arrivati impreparati alla seconda ondata. Noi abbiamo riportato la curva sotto controllo, si è abbassato il contagio nella stagione estiva. Abbiamo fatto di tutto, abbiamo approvato tutti i protocolli, sarebbe stato impossibile continuare con le misure restrittive durante l’estate. La seconda ondata ha sorpreso tutta l’Europa”, ha detto ancora il premier interrogato sugli “errori” commessi dal governo nel corso dell’estate, cercando di rasserenare il pubblico. “Spero che venerdì l’Rt, l’indice che misura la velocità del contagio, si avvicini all’uno. Significherebbe che siamo riusciti a congelare” il contagio, ha detto. Il premier ha poi parlato della nomina del nuovo commissario per la Sanità in Calabria, anticipando che il consiglio dei Ministri si riunirà domani per nominarlo.

Conte a Otto e mezzo: i temi caldi

Sul tavolo del premier ci sono una serie di argomenti, tutti collegati con la pandemia da Coronavirus in Italia, sui quali la conduttrice Lilli Gruber chiederà sicuramente spiegazioni. A partire dall’andamento della curva dei contagi, che sembrano rallentare dopo le ultime misure messe in campo dal Governo, passando per le prossime mosse dell’esecutivo soprattutto in vista del nuovo Dpcm del 3 dicembre. L’esecutivo, infatti, è orientato verso alcune riaperture in vista delle festività natalizie. Poi, c’è anche il tema dei vaccini. Quando arriveranno le prime dosi in Italia? Sono davvero sicuri? Spazio inoltre ai temi della politica e alla crisi della sanità in Calabria, con l’esecutivo che deve ancora nominare il nuovo commissario, dopo le dimissioni di Cotticelli e Zuccatelli e la rinuncia di Gaudio.

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