Scuola, il piano della ministra: nessuna bocciatura, la maturità cambia in modo radicale

Nel caso in cui non si riesca a riaprire le scuole a maggio, il ministero pensa ad annullare le prove scritte e basare la maturità su un maxi-colloquio orale

Di Redazione TPI
Pubblicato il 1 Apr. 2020 alle 07:59 Aggiornato il 1 Apr. 2020 alle 08:02
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Scuola, il piano della ministra: nessuna bocciatura, la maturità cambia in modo radicale

Il piano d’emergenza per la scuola sta vedendo la luce in queste ore al ministero dell’Istruzione sulla base delle proposte della ministra Lucia Azzolina, a partire da due punti chiave: nessuno studente sarà bocciato, nonostante i debiti in una o più materie, mentre alla maturità saranno ammessi tutti gli studenti, che si troveranno probabilmente davanti una prova molto diversa da quella tradizionale, in versione semplificata. A fornire queste anticipazioni è un articolo di Corrado Zunino su Repubblicache cita dirigenti e funzionari dell’Istruzione.

Il ministero intende mettere al sicuro maturità e terza media dopo l’emergenza Coronavirus. In particolare, per la maturità sono due le ipotesi rimaste in piedi, che entreranno nel decreto in lavorazione. Se si rientrerà a scuola intorno al 6-8 maggio, uno scenario oggi ritenuto “remoto”, tutti i 460mila studenti in attesa di svolgere l’esame finale saranno ammessi. Dopo l’ultimo mese di lezioni, si avrebbe il via alla prima prova, quella di italiano, il 17 giugno, con una data e delle modalità uniformi. Le tracce, tuttavia, dovrebbero tenere conto del parziale svolgimento del programma del secondo quadrimestre con videolezioni.

Difficile invece che la seconda prova si svolga in modo omogeneo per tutto il paese, dal momento che le scuole hanno avuto chiusure differenziate: a Codogno ad esempio sono chiuse dal 20 febbraio, a Roma dal 5 marzo. Di conseguenza, le tracce dovrebbero essere proposte dalle singole commissioni. L’esame orale, infine, partirà a giugno e si svolgerà in modo simile ai precedenti.

Il secondo scenario – ritenuto il più probabile – prevede invece che non si rientri a scuola entro la fine dell’anno scolastico. Se non ci saranno notizie sicure sul rientro entro il 17 maggio, il ministero farebbe saltare le prove scritte, come è già accaduto dopo i terremoti all’Aquila e in provincia di Modena. L’intera prova prova in questo caso sarebbe incentrata su un maxi-colloquio orale, lungo almeno un’ora, che dovrebbe comprendere esercizi matematici o traduzioni, a seconda del tipo di percorso. Il colloquio, al contrario della prova scritta, potrebbe infatti svolgersi in sicurezza, con convocazioni singole o metodi a distanza. Da solo potrebbe valere sessanta punti su cento.

Le due date in campo per questa maxi-prova orale sono il 17 giugno o il primo luglio. Anche per l’esame di terza media potrebbe essere applicato lo stesso format nel caso di mancato rientro in aula (un orale su tutte le materie senza prove scritte). Il rientro a scuola il prossimo anno, in particolare a settembre e ottobre, prevederà uno sforzo aggiuntivo dei ragazzi sulla parte di programma trascurato quest’anno, con più corsi di recupero e valutazioni senza sconti.

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