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Salvini: “Governo con Renzi? Solo per mandare a casa Conte”. E si prepara a salire al Colle

Il leader della Lega attacca il governo sulla gestione dell'emergenza coronavirus dopo le polemiche tra il premier e il governatore Fontana sull'ospedale di Codogno. E annuncia un colloquio con Mattarella

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 27 Feb. 2020 alle 16:53 Aggiornato il 28 Feb. 2020 alle 09:33
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Salvini: “Governo con Renzi solo per mandare a casa Conte”

Per il terzo giorno consecutivo, Salvini incontra i giornalisti nei palazzi del Parlamento per parlare dell’emergenza coronavirus e del modo in cui la Lega vorrebbe contenerla “se solo il governo la ascoltasse”.

Dopo due conferenze stampa al Senato, oggi, giovedì 27 febbraio, è la volta della Camera, dove fornisce dati e numeri sulle ricadute economiche per il Paese, presenta proposte e quantifica i danni generati dalla situazione di stallo in cui verte il Paese a causa dell’epidemia.

“L’obiettivo è di tornare alla positività e alla produzione rispettando tutte le norme igieniche, ma abbiamo come l’impressione che al governo ci sia troppa confusione”, dichiara ai giornalisti.

Si riferisce al fascicolo aperto dalla procura di Lodi per chiarire le circostanze in cui il focolaio italiano di coronavirus è esploso a Codogno, anche su input delle affermazioni di Conte, secondo cui l’ospedale del paese “cluster” non avrebbe rispettato il protocollo previsto dalle circolari ministeriali.

Salvini definisce “scandalosa” l’apertura dell’inchiesta “a carico dei medici che sono in trincea” e “vergognose” le parole del premier. “Non è il momento di fare lo scarica barile, il ministro Speranza ha parlato di unità e ha ringraziato i medici, e il presidente del Consiglio li attacca: le idee sono confuse”, dichiara. E poi c’è l’attesa per le misure economiche annunciate da Gualtieri, ma non ancora presentate, che preoccupa la Lega e le categorie produttive di cui il segretario si fa portavoce.

“Se c’è un governo in grado di affrontare l’emergenza, dia segno di presenza economica, perché la settimana prossima è troppo tardi. Chiediamo il rinvio degli adempimenti fiscali esteso a tutto il Paese, non solo agli 11 comuni dell’area rossa: andare a chiedere versamenti o tributi in questi giorni è irrispettoso nei confronti di chi è in difficoltà”, continua. E in virtù del suo ruolo di interlocutore annuncia l’intenzione di salire al colle da Mattarella.

“Questo governo non è in grado di affrontare la normalità, figuriamoci l’emergenza”, dichiara il leader leghista ai cronisti. Spetterà al presidente della Repubblica, secondo lui, valutare il da farsi. Ma è sicuro: “L’Italia che produce e lavora al 99 per cento non ritiene che il governo sia in grado di gestire il momento attuale. Porterò al Quirinale le richieste delle categorie produttive”. I dubbi sulla capacità dell’esecutivo di agire in questo momento di crisi sono l’occasione perfetta per Salvini per tornare a logorarlo, sperando che qualcosa accada.

A chi gli chiede se vuole andare al voto subito, risponde: “L’importante è non stare fermi”. La verità è che adesso votare sarebbe impensabile: il 29 marzo è in programma il referendum sul taglio dei parlamentari, a fine primavera le elezioni amministrative in sette regioni.

Anche di qui a tre mesi la possibilità di recarsi alle urne sarebbe irrealizzabile, forse al massimo di qui a otto. Ma nel frattempo la priorità è sbarazzarsi di Conte e condurre il Paese alle elezioni con una compagine di governo diversa da quella attuale. Forte del fatto di non essere l’unico a desiderarla. Il riferimento è “al centro destra e ai tanti che sono a disagio” – di cui fanno parte anche i “fuggitivi” del M5S – non al Pd e a Renzi, “che stanno sostenendo Conte”, e per questo non potrebbero mai far parte della formazione alternativa a cui pensa.

Un’idea diversa, dunque, da quella di cui ha parlato il capogruppo dem Andrea Marcucci questa mattina, dichiarando che “un nuovo governo con dentro tutti è l’unica soluzione possibile, la migliore”.

Salvini concorda con Renzi sulla necessità di varare un “piano shock“. Ma se il leader di Italia Viva pensa a una “crescita green” – o, come la definisce Salvini, una “decrescita felice” – la Lega ha in mente altro: taglio delle tasse e della burocrazia, rilancio economico e investimento nelle grandi opere.

Per ora, l’unico piano shock che hanno in comune, è quello di mandare a casa Conte. La sola circostanza che permetterebbe la formazione di un governo di unità.

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