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Meloni contro Salvini sulle chiese aperte? Ecco cosa ha detto davvero la leader di FdI

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 7 Apr. 2020 alle 11:43 Aggiornato il 7 Apr. 2020 alle 13:21
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Immagine di copertina

Meloni e la proposta di Salvini sulle chiese aperte

La presidente di Fratelli d’Italia (FdI) Giorgia Meloni ha parlato ai microfoni di Radio 24 della proposta di Matteo Salvini di tenere le chiese aperte a Pasqua nonostante le regole imposte dalla quarantena per Coronavirus, chiarendo la posizione di FdI sulla possibilità di celebrare messe durante i giorni di lockdown. Nel corso della trasmissione “24 Mattino”, condotto da Maria Latella e Simone Spetia, Meloni ha dichiarato: “Abbiamo depositato degli emendamenti e chiesto la possibilità di poter implementare la celebrazione delle messe anche da remoto e di dare la possibilità ai fedeli, per quelle realtà che sono in grado di rispettare le regole e mantenere le distanze di sicurezza, di tenere aperto ma non penso si possa fare molto di più”. Incalzata da Latella, la stessa giornalista a cui Salvini durante il programma “L’intervista” di SkyTg24 sabato scorso ha parlato della proposta di tenere le chiese aperte, Meloni ha aggiunto di non aver compreso se il segretario del Carroccio si riferisse “alle chiese o alle messe”.

Le sue parole sono state interpretate come un tentativo di “scaricare” Salvini e prendere le distanze dalla proposta, ma Meloni ha solo chiarito di non averla compreso fino in fondo. In realtà, nell’emendamento di FdI è prevista anche la possibilità di consentire “l’ingresso nei luoghi di culto” nel rispetto delle misure di sicurezza. “L’emendamento depositato da FdI alla Camera all’ultimo decreto-legge del Governo sul Coronavirus prevede tra le altre cose la possibilità di consentire ‘l’ingresso nei luoghi destinati al culto con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del titolare di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio”, ha spiegato Meloni, chiarendo però di non essere convinta che si possa andare oltre. E che la cosa più importante è “non vanificare gli sforzi fatti finora”.

Parlando delle riaperture, Meloni ha detto: “Speriamo di riaprire il prima possibile tutto quello che possiamo riaprire, ma quello che davvero conta in questo momento è non vanificare gli sforzi che abbiamo fatto finora e che ci sono costati decine di miliardi di euro. È dura, è dura in particolare quando arrivano festività come la Pasqua ma quello che va fatto devono dircelo gli esperti”.

Sempre a Radio 24 l’ex vice presidente della Camera ha parlato del decreto liquidità messo in campo dal governo per aiutare le imprese a risollevarsi dall’emergenza Coronavirus, che mette a disposizione 200 miliardi di euro per imprese di tutti i tipi e senza limiti di fatturato e 200 miliardi per il mercato dell’export. “Il tema della liquidità è una priorità assoluta: il provvedimento è interessante ma devo vedere i testi”, ha commentato Meloni. “Valuteremo il decreto nel merito e speriamo che qualche proposta sia accettata”. Ma la leader di Fratelli d’Italia si dice insoddisfatta dell’interlocuzione avuta con il governo fino a questo punto per quanto riguarda la gestione dell’emergenza: “Per ora è insufficiente, nel senso che ci vediamo ma di quello che proponiamo poca roba ‘va a dama’. Incontrarsi è bello ma nessuno in questo momento ha bisogno di perdere tempo”.

“La nostra disponibilità nei confronti dell’Italia è estrema, faremo di tutto per dare una mano ma purtroppo questa disponibilità non viene accolta, speriamo che questa situazione cambi. A fronte di questa disponibilità se poi Conte va in tv e dice che le nostre proposte sono pretestuose, è normale che io mi interroghi”, ha osservato Meloni.

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