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Copasir, la lettera dei costituzionalisti a Fico e Casellati: “La presidenza deve andare all’opposizione”

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Tanto tuonò che piovvè. Già perché come anticipato nelle scorse settimane da TPI in merito alla vicenda Copasir si sarebbero mossi anche eminenti costituzionalisti. E così è stato, tanto che in data 20 aprile è stata vergata una lettera indirizzata ai Presidenti di Camera e Senato che TPI è in grado di rivelare. “Come è noto”, scrivono gli eminenti studiosi, “l’art. 30 della legge 3 agosto 2007r, n. 124, il CO.PA.SIR. è composto ‘da cinque deputati e cinque senatori, nominati entro venti giorni dall’inizio di ogni legislatura dai Presidenti dei due rami del Parlamento in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, garantendo comunque la rappresentanza paritaria della maggioranza e delle opposizioni e tenendo conto della specificità dei compiti del Comitato’.

In seguito alla formazione del Governo “Draghi” e alla aggregazione dell’amplissima maggioranza parlamentare che sostiene lo stesso Esecutivo in entrambi i rami del Parlamento l’assetto garantista previsto in modo nitido dal legislatore risulta alterato. La legge, i regolamenti e la prassi parlamentare richiedono che alla presidenza del CO.PA.SIR. sieda un rappresentante dell’opposizione, mentre dopo due mesi dall’insediamento del nuovo Esecutivo l’organo di controllo e garanzia dei Servizi di informazione e sicurezza continua ad essere presieduto da un esponente della maggioranza parlamentare. Anche i precedenti parlamentati confermano la regola”.

C’è però il precedente D’Alema richiamato da molti in queste settimane ma gli studiosi spiegano che non può essere applicato alla situazione attuale : “A seguito della formazione del Governo Monti – a cui soltanto il Gruppo della Lega Nord negò la fiducia – si sarebbe dovuto eleggere alla Presidenza dell’organo bicamerale di vigilanza un componente dell’unico partito di opposizione. In tal senso, il Presidente del CO.PA.SIR. on. Massimo D’Alema – avendo votato la fiducia al nuovo Governo, in conformità alla scelta del suo Gruppo parlamentare – rassegnò le proprie dimissioni dalla carica e ciò proprio per agevolare la sua sostituzione con un esponente dell’opposizione. Tuttavia, in quell’occasione non si procedette al doveroso avvicendamento con un esponente della Lega, in quanto per decisione unanime dei Gruppi parlamentari (e, dunque, anche del Carroccio) si ritenne di derogare alla regola confermando alla Presidenza l’on. D’Alema. Il caso appena ricordato (che riguardava, comunque, Gruppi parlamentari che si confrontavano con un governo “tecnico” e non “politico”) costituisce, pertanto, la tipica eccezione che conferma la regola”.

Insomma, nemmeno il precedente di Massimo D’Alema potrebbe avvalorare le tesi leghiste che puntano a tenersi stretta la Presidenza del Copasir. “Nel quadro descritto”, concludono gli studiosi, “in assenza di un accordo unanime in senso contrario, la Presidenza del CO.PA.SIR. deve essere ricoperta da un componente dell’unico Gruppo parlamentare che non ha espresso la fiducia al Governo in carica”.

Da qui l’appello ai presidenti di Camera e Senato: “Preso atto che l’appello per una soluzione politica non ha avuto, purtroppo, il seguito auspicato – intraprendano, in forza della autorità che gli deriva dal loro ruolo di primi Garanti dell’osservanza delle norme parlamentari all’interno delle Camere, tutte quelle iniziative necessarie, che, anche sulla scorta di analoghi precedenti, possano ripristinare le condizioni di legalità costituzionale nel superiore interesse del buon andamento dell’attività parlamentare”.

In calce la firma di alcuni tra i maggiori esperti nazionali di diritto costituzionale, da Antonio Baldassarre ad Alfonso Celotto, Edoardo Frosini e tanti altri.4

Leggi anche: Cosa c’è dietro le dimissioni di Vito dal Copasir: “Pronto un accordo tra Forza Italia e Meloni”

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