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Giustizia: tensione col M5S in Consiglio dei ministri, poi c’è l’accordo: 6 anni in appello per i reati con l’aggravante mafiosa

Immagine di copertina
Credit: ansa foto

Dopo una giornata ad alta tensione, è stata raggiunta in Consiglio dei ministri una nuova intesa sulla riforma della Giustizia. La mediazione prevede che per i processi di appello che comprendono reati con l’aggravante mafiosa ci saranno 6 anni di tempo, mentre per il 416 bis e ter (associazione a delinquere di stampo mafioso) non è previsto alcun limite di tempo. La nuova versione del testo è stata approvata dai ministri all’unanimità.

C’è quindi anche l’accordo da parte del Movimento 5 Stelle, che nelle ore precedenti aveva minacciato l’astensione. L’intesa è stata formalizzata alla ripresa del Consiglio dei ministri, poco dopo le 18 di oggi, giovedì 29 luglio 2021. La riunione, inizialmente convocata per le 11,30, è cominciata alle 14,30 senza i ministri pentastellati, che si sono uniti ai colleghi successivamente. Il Cdm è stato però sospeso quasi subito proprio per la linea intransigente del M5S.

Dopo un pomeriggio di mediazioni e colloqui frenetici, la riunione di governo è ripresa alle 18,00 e poco dopo è stato annunciato l’accordo unanime. La riforma della Giustizia varata dalla ministra Marta Cartabia e così modificata è dunque ora pronta a passare all’esame del Parlamento.

“Volevamo migliorare il testo, non stravolgerlo, e il risultato è stato raggiunto. Sono fiducioso sulla compattezza del M5S in Parlamento”, ha commentato fuori da Montecitorio il leader in pectore dei pentastellati, Giuseppe Conte.

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