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Ceccardi (Lega): “Governo con Renzi? Perché no. Ma a certe condizioni”

L'europarlamentare leghista apre a un possibile governo della Lega con Italia Viva: "Di fronte a uno scenario in cui o resta questo governo fino al 2023 o troviamo altre vie, io parlerei anche col diavolo"

Di Anna Ditta
Pubblicato il 17 Dic. 2020 alle 14:35
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Immagine di copertina
A sinistra Susanna Ceccardi con Matteo Salvini. A destra Matteo Renzi

La leghista Susanna Ceccardi, europarlamentare ed ex candidata del Carroccio alla presidenza della Regione Toscana, apre a sorpresa a un possibile governo della Lega con Italia Viva. “In maggioranza con Iv? Perché no, a certe condizioni”, dice Ceccardi, ritenuta molto vicina a Matteo Salvini, in un’intervista a David Allegranti sul Foglio.

“Di fronte a uno scenario in cui o resta questo governo fino al 2023 o troviamo altre vie, io parlerei anche col diavolo”, sostiene l’europarlamentare. Sull’ipotesi del governo con Renzi Ceccardi dichiara: “Non è il miglior mondo possibile del Candido di Voltaire, è real politik. Io mi fido dell’intuito di Salvini. L’importante sarebbe in quel caso non rimanere ostaggio dei ricatti di Renzi. Perché non siamo venuti via dal governo coi 5 stelle per cadere dalla padella alla brace. Comunque io, ma è una considerazione assolutamente personale, farei nel caso di una nuova maggioranza di governo un contratto come nel 2018. È questione di mantenere le promesse: Renzi non è un campione in questo e personalmente mi fido anche poco. Ma il Matteo giusto questo lo sa benissimo”.

Nel governo, secondo l’europarlamentare toscana, dovrebbe far parte “tutto il centrodestra”. ” Se ci sono tutti, un ragionamento si può fare altrimenti no”, dice. “Ci potrebbe anche essere una parte del M5s, coerente con il primo contratto di governo. Per il Pd, invece, non potrebbe esserci spazio”. Senza Meloni e Berlusconi, invece, per Ceccardi la possibilità non starebbe in piedi (e questo rende tutto molto irrealistico, vista la ferma contrarietà di Fratelli d’Italia a una simile coalizione).

I punti dell’accordo, sostiene l’esponente della Lega, dovrebbero rispettare le attuali priorità: “risorse e la pandemia”. “Per esempio, i ristori veri a chi non lavora”, dice Ceccardi. “La garanzia di spendere le risorse in accordo coi governatori regionali, e non con le task force inventate. Ristabilire i decreti Salvini. Far passare le limitazioni alla libertà dei cittadini attraverso il Parlamento e non più con Dpcm”.

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