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Calenda andrà nel nuovo partito di Renzi? L’ex ministro rivela i suoi piani

Di Laura Melissari
Pubblicato il 17 Set. 2019 alle 12:30
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Calenda andrà nel nuovo partito di Renzi? “Impossibile”, dice l’ex ministro

Carlo Calenda andrà nel nuovo partito di Matte Renzi, adesso che l’ex premier ha lasciato il Pd? Matteo Renzi lascia il Pd. Sorge spontanea la domanda: i due andranno insieme? È lo stesso Calenda, a poche ore dall’annuncio della scissione da parte dell’ex premier, a chiarire quali sono i suoi piani.

Calenda, a differenza di Renzi, è uscito dal Pd dopo aver criticato l’alleanza con il M5s, prima ancora che il governo Conte bis vedesse la luce. Renzi invece ha rotto con il partito di cui è stato segretario, dopo aver “benedetto” e favorito l’alleanza con i Cinque Stelle. Qui tutte le motivazioni di Renzi.

Calenda ha criticato la decisione di Renzi, “che dopo aver voluto quell’alleanza se ne va dal Pd che s’è alleato con i 5 stelle”.

“Io non so che cosa dice Renzi perché ne dice molte e spesso non fa quello che dice. Quello che mi sembra è che la sua sia una scissione parlamentare, che non ha nulla di diverso rispetto ai comportamenti che originariamente voleva rottamare”, chiarisce in un’intervista al quotidiano il Messaggero.

E subito Calenda mette in chiaro che non andrà nel nuovo partito dell’ex premier Renzi: “Impossibile. Io non faccio scissioni, cerco soltanto con chi ci sta di cambiare metodo e di cambiare approccio alla politica. Non parlando di riformismo o di liberalismo o di altre espressioni, slogan e formule”.

L’ex ministro dello Sviluppo economico, voluto in quel ruolo proprio da Matteo Renzi, mette dunque una pietra sopra l’ipotesi di un’alleanza fuori dal Pd e annuncia la nascita di un suo movimento.

“Facciamo un nuovo movimento e lo lanciamo il 9 dicembre a Roma insieme al primo progetto tematico sulla sanità, guidato da Walter Ricciardi, massimo esperto dei servizi sanitari nazionali che si dimise con l’arrivo del governo giallo-verde. Non sarà un soggetto politico come gli altri, non un’organizzazione piena di gerarchie e di capi bastone”, spiega Calenda. Il suo movimento partirà dall’esperienza degli amministratori locali e dei sindaci, “oggi gli unici rimasti vicini ai cittadini”.

A differenza di Renzi, che ha annunciato la nascita di gruppi autonomi in parlamento, Calenda dice: “Non cerco parlamentari, ma faccio un processo molto più lungo e molto più difficile. Essendo perfettamente consapevole del rischio di un fallimento”. Insomma, pare proprio che non ci sia alcun margine per fare sì che Calenda possa andare nel nuovo partito di Renzi. Ma, data la velocità con cui si cambia idea a cui siamo abituati da qualche tempo, non è detta l’ultima parola.