Calenda lancia un appello alla Germania su un giornale tedesco: “Più solidarietà, è in gioco l’Europa”

Di Anna Ditta
Pubblicato il 31 Mar. 2020 alle 12:59
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Immagine di copertina

Calenda lancia un appello alla Germania su un giornale tedesco: “Più solidarietà, è in gioco l’Europa”

Un annuncio a tutta pagina sul quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung (FAZ) è stato acquistato da un gruppo di amministratori ed esponenti politici italiani, tra cui Carlo Calenda, per spingere la Germania a mostrare una maggiore solidarietà di fronte alla crisi scatenata dalla pandemia di Coronavirus e non seguire il la decisione dei Paesi Bassi sugli eurobond. “È una sfida che riguarda la sopravvivenza dell’Ue”, si legge nel manifesto. “E se l’Ue non prova che esiste ora, cesserà di esistere”.

“Abbiamo preso una pagina della FAZ per parlare ai tedeschi perché ricordino come dovrebbe comportarsi un grande paese durante un’emergenza”, spiega Calenda su Twitter. Insieme all’ex ministro dello sviluppo economico, ispiratore dell’iniziativa, il manifesto è stato firmato da governatori del nord Italia e da sindaci bipartisan dei luoghi più colpiti dalla pandemia. Tra questi anche Beppe Sala, Giorgio Gori, Stefano Bonacini, Giovanni Toti.

La lettera

“Nove Stati europei, tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio hanno proposto l’emissione di eurobond per far fronte alla crisi”, si legge nella lettera dei politici italiani. “Non si chiede la mutualizzazione dei debiti pubblici pregressi ma di dotare l’Unione europea di risorse sufficienti per un grande ‘rescue plan’ europeo, sanitario, economico e sociale, gestito dalle istituzioni europee”. I firmatari assumono una posizione molto critica nei confronti dell’Olanda, definita “un esempio di mancanza di etica e solidarietà”.

Fanno inoltre riferimento ai debiti di guerra della Germania e alla scelta che all’epoca fecero Paesi come Italia, Francia e Spagna. “Il debito della Germania dopo il 1945 era di 29,7 miliardi di marchi di allora. La Germania non avrebbe mai potuto pagare. Nel 1953 a Londra, 21 Paesi (tra cui Francia, Italia, Spagna e Belgio) consentirono alla Germania di dimezzare il debito e di dilazionare i pagamenti del debito restante. In questo modo, la Germania potè evitare il default. Di quella decisione dell’Italia siamo ancora oggi convinti e orgogliosi. Lo ripetiamo: in questo caso, con gli eurobond dedicati al coronavirus non si cancelleranno o mutualizzeranno i debiti pregressi”.

“Cari amici tedeschi, la memoria aiuta a prendere le decisioni giuste. Il vostro posto è con i grandi Paesi europei, il vostro posto è con l’Europa delle istituzioni, dei valori di libertà e solidarietà. Non al seguito di piccoli egoismi nazionali”, si conclude l’appello, “Dimostriamo insieme che l’Europa è più forte di chi la vuole debole”.

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