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“Il PD con questa alleanza perde la dignità, ecco perché me ne sono andato”: Carlo Calenda a TPI

"Abbiamo considerato i 5 stelle avversari fino a ieri, non possiamo farli diventare amici solo perché abbiamo paura di perdere le elezioni", Carlo Calenda ha commentato così ai microfoni di TPI le sue dimissioni dal Partito Democratico (Pd).

“Il PD con questa alleanza perde la dignità, ecco perché me ne sono andato”: Carlo Calenda a TPI

Oggi il Pd e il M5S hanno raggiunto un accordo e dopo il secondo giro di consultazioni al Quirinale formeranno una nuova maggioranza di governo.
È proprio questa alleanza a far infuriare l’ex ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha preso oggi la decisione più drastica: dimettersi dal Pd.

Non è la prima volta che l’europarlamentare annuncia la volontà di lasciare il partito, ma questa volta la scelta sembra definitiva.

Con una lunga lettera indirizzata al segretario dem Nicola Zingaretti, Calenda ha espresso tutto il suo dissenso per l’esecutivo giallo-rosso. A TPI l’ormai ex membro del Pd ha spiegato perché il matrimonio tra forze cosi distanti potrebbe essere deleterio per il Paese.

Oggi è la giornata della separazione, era davvero impossibile trovare punti in comune con i pentastellati? 

No io non posso trovare punti in comune con i 5 stelle, perché penso che siano persone che hanno valori molto diversi dai miei. Da quelli che il Pd professava di avere fino a ieri. E tu puoi fare accordi con chi ha idee diverse ma non puoi fare accordi utili a te con chi ha idee diverse.

Valori diversi che pero hanno trovato una quadra con un programma condiviso dopo giorni di difficili trattative. Quello tra Pd e M5S non sembra solo un accordo, ma la promessa di una futura alleanza di centro sinistra. Cosa ne pensa? 

Per me chi difende lo stato di diritto sta da tutt’altra parte, basti pensare che dopo aver fatto il negoziato hanno chiesto la ratifica sulla piattaforma Russeau. Questo è il loro modo di vivere la democrazia. Li abbiamo considerati avversari fino a ieri, non possiamo considerarli e farli diventare amici, compagni nella lotta per la democrazia perché ci viene comodo, perché abbiamo paura di perdere le elezioni.

Ma a questo punto lei è più arrabbiato con M5S o con il Pd stesso? 

Non sono arrabbiato con il M5S perché è quello che è, sono dispiaciuto che il Pd non abbia saputo mantenere il suo orgoglio. Non abbia saputo dire: andiamo a queste elezioni e vediamo cosa riusciamo a fare. Sono sconcertato dal fatto che i dirigenti del Pd abbiano giustificato questo accordo dicendo di non poter vincere elezioni, perché se una dirigenza non si sente in grado di vincerle si cambia la dirigenza, non si cambia la linea del partito.

Che cosa ha sbagliato esattamente il segretario dem Zingaretti nella gestione di questa crisi? 

Zingaretti secondo me si è fatto tirare dentro a un negoziato a cui non credeva e poi invece si è convinto della sua bonta. Zingaretti alla fine è quello che si è comportato in modo più lineare. Con lui ho un rapporto di affetto e di stima, anche non condividendo le sue scelte.

Chi è che non si è comportato in modo lineare allora, Matteo Renzi? 

Ma anche tutti gli altri. Nel senso che sono passati dal senza di me a va bene tutto nel giro di 15 giorni. Si è passati dal rischio crisi alla vera crisi per una questione di paura di perdita di poltrone.
Lo sanno tutti.

Sentendo parlare Salvini dopo le consultazioni con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, improvvisamente sembrate essere su posizioni vicine: entrambi attaccate a un Pd diviso e diviso all’interno..

Infatti ho più volte detto che non si puà fare un’alleanza con chi ti chiama il partito di Bibbiano.

Dunque sarete all’opposizione insieme con Salvini? 

Questo non voglio dirlo perché considero Salvini il male principale dell’Italia. Anzi, non Salvini ma la forza che a Salvini deriva da un elettorato che è preoccupato e spaventato e che va recuperato. Per me Salvini è un avversario e non lo si batte facendo un accordo sbagliato, in modo sbagliato con le persone sbagliate.

Non si sa ancora quando si riandrà al voto. Darà delle indicazioni di voto? 

Adesso che hanno fatto questa maggioranza, fateli governare. Vediamo cosa fanno.

Anche a livello europeo, a parte l’avvicinamento per l’elezione della presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, M5S e Pd sono distanti. Lei come continuera a lavorare?

Io continuerò a rappresentare le 280mila persone che mi hanno votato. Quelle persone sanno cosa voglio fare sui temi della politica industriale e dell’ambiente e sanno cosa penso nei confronti dei 5 stelle e non posso deluderle.

Carlo Calenda si dimette dalla direzione del Pd

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