Nicola Zingaretti: “Solo se vince il Pd, cade il governo di Salvini e Di Maio”

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 24 Mag. 2019 alle 22:09 Aggiornato il 24 Mag. 2019 alle 23:30
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Immagine di copertina
Nicola Zingaretti

Bersaglio Mobile Nicola Zingaretti 

Il segretario del Partito Democratico e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti il 24 maggio è ospite di Bersaglio Mobile, la trasmissione di approfondimento politico di La7 condotta dal direttore del Tg Enrico Mentana in vista dell’importante appuntamento elettorale delle elezioni europee del 26 maggio 2019.

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“Io ho sempre detto che il sovranismo, il nazionalismo e il populismo è una forma di innovazione del presente”, ha detto Nicola Zingaretti. Il problema è lo schema della democrazia liberale. Orban vuole quello della maggioranza. E io penso che sia un pericolo per le minoranze ma anche perché c’è un ritorno indietro. La risposta non è solo di criticare i leader, ma perché in tanti sono catturati da questo”.

“Io credo che abbiamo bisogno di un movimento progressista democratico di sinistra che riapra alla questione dell’inclusione”. Ma perché la sinistra non l’ha fatto? “Dobbiamo ripartire più dall’antisalvinismo, dalla necessità di costruire un progetto per l’Italia che riporti all’inclusione, alla crescita. Il problema della povertà non lo risolvono, cavalcano i problemi, ma non li risolvono”.

Le periferie non stanno più con la sinistra, incalza Mentana. “Abbiamo discusso forse troppo, ma il cuore del dibattito era questo. Io ho detto proprio questo: va riaperta una grande stagione che rimetta in campo un progetto di sviluppo economico che ha l ambizione di ridurre le distanze tra le persone. Noi apriremo non tra di noi, ma con l’Italia una discussione che rimetta al centro questo tema. Io l’ho chiamata l’economia giusta, che non dimentica più di mettere accanto allo sviluppo quello della ridistribuzione della ricchezza. Altrimenti cresce la disuguaglianza”.

“Abbiamo portato l’Italia fuori da una crisi economica drammatica, ma non siamo stati al governo capaci altrettanto di vedere il costo della disuguaglianza. Non è un caso che dopo il congresso non abbia reagito con la chiusura settaria. Ci siamo aperti, mettendo in campo atti simbolici, mettendo al cuore del programma sviluppo e sostenibilità ambientale e lavoro”, continua Zingaretti. “C’è una novità ora, cioè che l’ipotesi populista sta aggravando i problemi. Urge una alternativa, perché il declino verso i nazionalismi è possibile”.

“La sconfitta del 4 marzo è stata drammatica, ma la novità di questo anno è che partiti che al governo hanno il 70 per cento hanno prodotto dei disastri enormi. “Questa pantomima non è figlia di un reale dissenso, ma del fatto che hanno percepito l’unità in questo campo di forze”, quelle che si presentano alle Europee con il Pd e la lista unitaria, “e si

sono messi paura e non hanno coraggio di difendere quello che hanno fatto, ma iniziano un gioco al massacro fra loro due”.

“Una opposizione è credibile solo se dà alternativa. Serve un’opposizione parlamentare, una nel paese che denuncia ciò che non va e che costruisce una alternativa. La priorità è tagliare le tasse agli stipendi più bassi, ad esempio”.

Siamo l’unico voto che se vince alle Europee fa cadere questo governo. Se vince Di Maio, Salvini fa il ministro dell’Interno altri 4 anni. Se vince Salvini, bloccate le opere per altri quattro anni. Se vince il Pd si rimette in discussione tutto”. “Siamo l’unico voto che se vince fa cadere questo governo. Se vince la lista unitaria del Pd questo governo viene messo in discussione. Questo è il ruolo politico che abbiamo e su cui vogliamo scommettere, con la capacità di rappresentare un popolo che non si sentiva rappresentato”.

Dà l’idea di un “rifederatore” Zingaretti, suggerisce il direttore del tg La7. “Sull’Europa noi diciamo di superare i trattati che prevedono l’unanimità, handicap dell’Europa; una scelta di campo contro i paradisi fiscali che massacrano la nostra industria, ad esempio”, continua. “La cosa peggiore che può succedere a questa Europa è che qualcuno la distrugga, che finisca in mano ai russi, ai cinesi. io non voglio diventare una colonia di altri”, spiega Zingaretti.

“Matteo Salvini e i 5 stelle hanno delle allenanze europee ridicole. E quell’Italia lì non conta niente”, spiega ancora il segretario del Pd. “Ci sono dei vertici europei in cui l’Italia non viene neanche più invitata. Non so se ci rendiamo conto in termini di crollo della credibilità”.

A proposito di Matteo Renzi, “per me non è un ingombro. Io vorrei non riproporre – perché l’ho criticato quando l’ha fatto lui – il partito di Zingaretti”, spiega il segretario del Pd. “Salvini e Di Maio sono stati bravissimi a raccontare i problemi degli italiani, ma incapaci a risolverli”.

Prima del leader del Partito Democratico, nel salotto di Bersaglio Mobile sono passati gli altri leader delle forze politiche in corsa alle elezioni europee. Nella prima serata, quella del 22 maggio, Enrico Mentana ha incontrato il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, quello di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, Nicola Fratoianni di La Sinistra e Emma Bonino di +Europa.

Nella serata del 24 maggio, invece, a precedere Zingaretti sono stati il vicepremier pentastellato e ministro del Lavoro Luigi Di Maio e il collega della Lega e ministro dell’Interno Matteo Salvini.

Nell’ultimo giorno di campagna elettorale, nel corso dell’evento di chiusura della campagna a Milano, il leader del Pd ha spronato gli elettori ad andare a votare: “Chi ama l’Italia oggi ha un’opportunità: questa volta non si può non andare a votare, perché altrimenti questo Paese rischia”.

“Questo Paese rischia e lo dico anche con dispiacere, perché abbiamo assistito a due mesi di finti litigi. Chi vota Di Maio e chi vota i 5 Stelle vuole Salvini ministro degli Interni altri 4 anni, noi no. Noi andiamo a votare per voltare pagina e salvare l’Italia che è il Paese che amiamo”, ha concluso il segretario del Pd.

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