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Home » Politica

Le dichiarazioni di Berlusconi su Putin diventano un caso: “Sono stato frainteso”. Da Letta a Calenda: “Parole vergognose”

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Non hanno tardato ad arrivare le reazioni dell’arco politico italiano alle dichiarazioni di Berlusconi riguardo all’invasione dell”Ucraina. La frase shock “voleva mettere a Kiev delle persone perbene” ha trovato l’indignazione di Enrico Letta. “È una frase grave, scandalosa, ha detto una cosa in cui crede. Questo è il concetto di ‘perbene’ che ha Berlusconi”-  così il segretario dem ai microfoni di La7 – “Se vincessero loro domenica sera, Putin brinderebbe. Si autorizza ad andare con i carri armati nel paese vicino, è questo che ha detto Berlusconi”.

Ancora più duro è stato Carlo Calenda, che ha evocato le sevizie subite dai civili sul fronte “Queste sono le tue “persone perbene”. Vergognati. E scusati. Altro che moderato ed europeista. Con Putin e i suoi aguzzini”.

L’accusato ha reagito su Twitter dicendo di essere stato frainteso. “Bastava vedere tutta l’intervista, non solo una frase estrapolata, eccessivamente semplificata, per capire quale sia il mio pensiero, che è noto da tempo. L’aggressione all’Ucraina è ingiustificabile e inaccettabile, la posizione di Fi chiara: saremo sempre con l’Ue e con la Nato”. Sotto questa didascalia aggiunge un’altro estratto del’intervista dove ribadisce “Per nessuna ragione romperemo la nostra partecipazione all’Europa, alla Nato, all’Occidente, agli Stati Uniti”.

Salvini ha fatto diversione quando è stato invitato a commentare su Rtl 102.5 “Non fatemi interpretare le sue parole. Sicuramente al governo farò e faremo di tutto per fermare questa stramaledetta guerra”. “È chiaro che il giudizio su Putin prima della guerra era positivo da parte mia, ma anche da parte di tutti i leader occidentali, da Renzi a Letta a Obama. Quando scateni una guerra, chiaramente passi dalla parte del torto. Quello che chiediamo alla Ue è con le sanzioni alla Russia protegga il lavoro e i risparmi degli italiani”.

Anche Mara Carfagna ha deplorato l’uscita del suo ex leader di partito: “Il sostegno di alcuni partiti alla politica estera del Governo Draghi era un sostegno solo di facciata e in questa direzione vanno dichiarazioni di Conte e altri partiti, sono i tre partiti che hanno votato la sfiducia al Governo. La volontà di non farlo proseguire era anche sulla mancata condivisione sulle scelte più imprtanti nella politica estera italiana degli ultimi 70 anni e questo mi preoccupa”.

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