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Home » Politica

Bartolo a TPI: “Come può Draghi ringraziare la Libia per i salvataggi dei migranti? Sono deluso”

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“Sono rimasto sinceramente deluso dalle parole del premier Draghi sull’operato della Libia in tema di migranti”, lo afferma a TPI l’eurodeputato Pietro Bartolo, commentando le parole di Mario Draghi pronunciate questa mattina a Tripoli in conferenza stampa dopo l’incontro con Abdul Hamid Dbeibah, il primo ministro ad interim del governo di transizione nato pochi mesi fa grazie all’intervento dell’ONU, dopo lunghi e complicati negoziati.

Il presidente del Consiglio ha espresso “soddisfazione per quello che la Libia fa per i salvataggi” dei migranti in mare, affermando che “il problema non è solo geopolitico è anche umanitario”. Durante la sua prima visita ufficiale all’estero, Draghi ha aggiunto che l’Italia presta aiuto e assistenza alla Libia nel salvataggio dei migranti e che “è uno dei pochi, forse l’unico paese che continua a tenere attivi i corridoi umanitari”.Draghi ha detto ai giornalisti dopo l’incontro che il suo intento è “ricostruire l’antica amicizia e vicinanza” tra i due paesi. Durante la visita i due leader hanno parlato “di cooperazione in campo energetico e infrastrutturale, sanitario e culturale”, ha detto Draghi, che tuttavia non ha specificato quali progetti concreti sono stati trattati.

“Il presidente del Consiglio italiano ha fatto bene a recarsi in Libia per colloqui con la nuova dirigenza del Paese. La stabilizzazione di quel Paese è un obiettivo fondamentale per tutta l’area del Mediterraneo. Si resta, però, interdetti se non stupiti per l’affermazione del presidente Draghi quando sostiene che “sul piano dell’immigrazione noi (Italia, ndr) esprimiamo soddisfazione per quello che la Libia fa nei salvataggi e nello stesso tempo aiutiamo e assistiamo la Libia”, dice Bartolo.

“È giusto anche curare gli interessi economici”, aggiunge Bartolo, “perché così facendo si aiuta il Paese a rialzarsi dalla profonda crisi che lo percorre ormai da tempo, ma non si può negare cosa sia accaduto in questi anni con la guardia costiera libica: ci siamo dimenticati di tutti i respingimenti? Ci siamo dimenticati che il Paese non è sicuro? Ci siamo dimenticati delle condizioni in cui vengono tenuti i migranti nei lager libici?”.

“Cosa fa la Libia per i salvataggi? A noi risulta che, quando opera, e in molte occasioni supportata dalla logistica dell’europea Frontex, la Libia riprenda i migranti in fuga e li riporti nei centri di detenzione, veri e propri lager. Mi sarei atteso dal presidente Draghi, pur in un contesto delicato come la prima missione, un atteggiamento più aderente alla realtà e orientato a sottolineare l’urgenza di garantire in Libia il rispetto immediato a categorico dei diritti umani. Ci si augura che il presidente abbia l’opportunità di chiarire ed illustrare al più presto possibile qual è la posizione ufficiale del governo. Sappiamo che l’interesse è quello di coinvolgere maggiormente l’Unione europea quando si parla di migrazione, e su questo mi trova d’accordo. Ma non si può negare ciò che accade al di là del Mediterraneo. Io stesso ho raccolto tante testimonianza e visto con i miei occhi la disperazione di chi è stato in Libia”, ha concluso.

strong>Leggi anche: La politica estera di Draghi inizia dalla Libia: il premier vuole l’Italia protagonista

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