Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:59
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Ora per Italia Viva il Mes “non è imprescindibile”: svelato l’inganno, Renzi voleva solo la testa di Conte

Immagine di copertina
Matteo Renzi, leader di Italia Viva. Credit: ANSA

Ogni tanto conviene esercitare la memoria, anche quella più breve, anche in un momento di eccitazione politica, almeno per una questione di igiene intellettuale, perché ognuno possa giudicare senza farsi travolgere dalle mistificazioni.

Ieri Maria Elena Boschi, esponente di spicco dei renziani, ha dichiarato in scioltezza che Italia Viva non ha mai preteso il Mes: “Abbiamo sempre detto che non era per noi imprescindibile”, dice l’ex ministra. E tutti che fanno sì sì, senza nemmeno porre qualche domanda.

Badate bene: è la stessa Boschi che lo scorso 12 gennaio disse che Italia Viva aveva “chiesto al governo di prendere il Mes”. “Servono soldi per la sanità, non poltrone per noi”, diceva.

È lo stesso partito che il 13 gennaio, in piena crisi politica, disse per bocca del suo padrone Matteo Renzi: “Qual è il punto decisivo per la rottura? Tanti. Ma su tutti, il Mes. Noi chiedevamo più soldi per la sanità, attivando il Mes”.

Il 17 gennaio fu sempre Renzi, ospite di Lucia Annunziata, a dire: “Non voterò mai un governo che si ritiene il migliore del mondo e di fronte a 80mila morti non prende il Mes”.

E fu sempre Renzi che disse: “La mancata attivazione del Mes sarà pagata dai dottori, dai ricercatori, dai malati e dalle loro famiglie”.

E quindi? Quindi il punto centrale della rottura di Italia Viva con il Governo Conte nel giro di pochi giorni è diventato precipitosamente un’inezia su cui si può soprassedere senza nessun problema.

Per carità, non stupisce: in questa fase politica, sotto il nome della “responsabilità”, stiamo assistendo alle più inaspettate (e poco dignitose) acrobazie per giustificare inversioni delle proprie fedi politiche: i sovranisti sono diventati europeisti, i nemici delle banche si sono innamorati di un banchiere, gli appassionati dei programmi scritti hanno acceso una smisurata passione al buio, i cultori dei passaggi democratici si scocciano ad avere a che fare con questo Parlamento.

Ma una domanda, una, sorge spontanea: il Matteo Renzi che per settimane ci ha detto che non fosse un problema di nomi e di persone ma che tutto il suo agitarsi fosse figlio di un’irrefrenabile coerenza per i suoi contenuti politici cosa ci dice ora del Mes, di Arcuri che dovrebbe rimanere dov’è, del reddito di cittadinanza che probabilmente non verrà toccato e di un governo che nasce proprio su un nome, su una persona?

Perché altrimenti avrebbe potuto dire che il problema era Conte, solo Conte e la pazza idea di governare (ancora) con il centrodestra. La sincerità è una virtù. Lo diceva anche Confucio.

Leggi anche: La videolettera di Riccardo Bocca: Caro Draghi, lei è il medico del pronto soccorso ma è la politica che deve resuscitare

Ti potrebbe interessare
Opinioni / Innovare la democrazia: la partecipazione diretta può salvare l’elettorato dal lockdown in cui è piombato (di M. Cappato)
Opinioni / I 9 giudici che tengono in scacco l’America: così da 250 anni la Corte Suprema è al servizio dell’ultra destra (di A. Stille)
Opinioni / Conte si liberi di Grillo e dia vita a una strada progressista (di M. Tarantino)
Ti potrebbe interessare
Opinioni / Innovare la democrazia: la partecipazione diretta può salvare l’elettorato dal lockdown in cui è piombato (di M. Cappato)
Opinioni / I 9 giudici che tengono in scacco l’America: così da 250 anni la Corte Suprema è al servizio dell’ultra destra (di A. Stille)
Opinioni / Conte si liberi di Grillo e dia vita a una strada progressista (di M. Tarantino)
Opinioni / Medioevo americano: se a mettere in discussione i diritti delle donne sono gli uomini (di G. Gambino)
Opinioni / Lettera a tutte le comunità albanesi in Italia e in Europa (di A. Likmeta)
Opinioni / “Io, bollata come filo-putiniana da un parlamentare del Pd. La mia colpa? Aver fatto solamente il mio lavoro” (di V. Petrini)
Opinioni / “Si vince restando in piedi mentre gli altri cadono”: Tommasi ha fatto suo il teorema di Steven Bradbury (di L. Telese)
Opinioni / In ricordo di Gianluca Gasbarri: il fotografo che sapeva cogliere l’attimo attraverso il suo obiettivo
Opinioni / Ma a vincere è ancora una volta l’astensione: così il partito del non voto azzoppa la democrazia (di M. Ainis)
Opinioni / Perché i media ignorano i report sui palestinesi di Amnesty, Save the Children e gli altri? (di A. Di Battista)