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Il Papa parla di centralità delle donne, ma nella Chiesa continuano a non contare nulla

Di Elisa Serafini
Pubblicato il 2 Gen. 2020 alle 13:29 Aggiornato il 2 Gen. 2020 alle 13:35
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“Senza la donna non c’è salvezza”. E ancora: “La donna è donatrice e mediatrice di pace e va pienamente associata ai processi decisionali”. Queste le parole di Papa Francesco pronunciate nella sua omelia del 1 gennaio 2020, la prima dell’anno.

Un ragionamento e un invito encomiabili. D’altronde, sono molteplici le ricerche che dimostrano come la presenza di donne nei processi decisionali promuova un impatto positivo nella società. E allora perché, nella Chiesa Cattolica, la donna continua a non contare nulla?

La Chiesa Cattolica è tra le poche confessioni a non ammettere l’ordinazione sacerdotale delle donne. Secondo la Legge Canonica del 1024 e il Catechismo della Chiesa Cattolica del 1577, “solo un uomo battezzato può ricevere l’ordinazione sacerdotale”.

Lo stesso principio viene applicato anche dalla Chiesa Ortodossa, mentre la Chiesa Anglicana e altre confessioni Protestanti prevedono un principio paritario nelle dinamiche sacerdotali.

Ad oggi non esiste alcun progetto di revisione delle norme che regolano il Sacerdozio, e l’unica riforma promossa dalla Chiesa presieduta da Papa Francesco è stata nell’ottobre del 2019, quando è stata concessa l’eccezione di ordinare sacerdoti sposati (uomini), per rispondere alla diminuzione di vocazioni in aree remote del mondo, come l’Amazzonia.

Quel giorno il New York Times, con un editoriale di fuoco, tuonò: “I vescovi concordano: tutto consentito tranne le donne”, a sottolineare come questa decisione fosse tutt’altro indice di progresso, ma, se mai, di una rinnovata ostilità al ruolo della donna come Sacerdote della Chiesa.

Sorprenderà i più, ma un importante riconoscimento del ruolo della donna nella Chiesa, venne fatto da Papa Benedetto XVI, che nel 2007 affermò: “La storia della Cristianità sarebbe stata molto diversa senza il contributo generoso delle donne”, raccontando episodi biblici che avevano testimoniato la centralità della donna nello sviluppo della Chiesa.

Eppure ancora oggi, nonostante le molte pressioni culturali, il calo delle vocazioni e la diminuzione di fedeli nel mondo, il tema della donna-sacerdote non viene ancora affrontato.

Papa Francesco, il Papa più amato dai laici, così come aveva fatto affrontando il tema dell’omosessualità dicendo che si trattava di una moda, non apre quindi in alcun modo ad un reale progresso della Chiesa sulla tematica dei diritti.

Eppure il mainstream mediatico e culturale sembra non avere dubbi: queste parole segnano l’ennesimo progresso del Vaticano. Quale però esso sia, non è dato sapersi.

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