Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:02
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

“Zeitenwende”: le elezioni spartiacque della Germania e un’Europa sempre più in crisi

Immagine di copertina
Credit: AGF

La crisi identitaria che vive la Germania è rappresentativa di una più ampia perdita di peso specifico da parte dell’Ue

Esattamente tre anni fa, a 72 ore dall’invasione russa dell’Ucraina, il cancelliere tedesco Olaf Scholz parlò per la prima volta di «Zeitenwende» (letteralmente: momento spartiacque), inteso cioè come l’inizio di una nuova fase storica per la Germania.

Fu, quello, un discorso simbolico che il mondo intero osservò con estrema attenzione nel tentativo di interpretare le intenzioni del più importante Paese del Vecchio Continente.

L’intento formale era quello di delineare, agli occhi del mondo, la nuova condizione di disordine globale e di insicurezza generale che con quell’atto atroce Putin aveva generato. L’intento di fondo, in realtà, era sfruttare quel momento per riabilitare la Germania come potenza globale militare, dandole la possibilità di tornare a parlare liberamente, all’interno del proprio dibattito pubblico, di difesa, di spese militari, e di una sua nuova posizione geostrategica; dibattito che, per oltre cinquant’anni, era stato sostanzialmente castrato fino ad allora, in virtù di un senso di colpa innato nelle generazioni dei governanti post-Seconda-Guerra-Mondiale.

Tre anni dopo quel simbolico discorso, la Germania non si trova certo in ottima forma. Sotto il punto di visto economico la crisi che colpisce i settori più importanti dell‘industria è forse la più grave di quella che pur vivono altri Paesi del Vecchio Continente.

Da locomotiva d’Europa a nazione zoppicante, i tedeschi non sono più i primi della classe. Sotto il profilo energetico, la Germania ha subito il più grave contraccolpo (tra i membri Ue) dalla guerra in Ucraina visto e considerato il rapporto privilegiato che ha sempre preservato con i russi. A tal proposito, infatti, va sempre tenuto a mente, il celebre motto attribuito al primo segretario della Nato: “Keep the Russians out, the Germans down, and the Americans in Europe”.

Da un osservatorio politico, infine, la Germania è alle prese con la più forte crisi reputazionale e di consenso che i partiti tradizionali tedeschi abbiano vissuto in oltre mezzo secolo.

Sia i democratici-cristiani e i liberal conservatori che i socialisti vedono quanto meno offuscato il proprio appiglio su una società che oggi appare confusa e smarrita, specie in quei valori e principi che l’hanno sempre guidata, anche nelle roccaforti che storicamente li hanno premiati.

Le elezioni legislative anticipate in programma il 23 febbraio – scaturite appunto da una crisi di governo dopo che Scholz è stato sfiduciato dal Bundestag – costituiscono, in questo senso, un momento cruciale nella storia del Paese, il più importante forse dal voto del 1949.

Così come allora la Germania fu chiamata a stabilire una direzione per la nazione dopo il secondo conflitto mondiale e oltre un decennio di nazismo, oggi ha di fronte a sé una sfida di portata ugualmente storica.

Gli osservatori elettorali ritengono che la recente avanzata elettorale di Alternative für Deutschland, partito di destra che affonda le sue radici nell’intolleranza, contribuirà alla valenza simbolica che questa era storica rappresenta.

Secondo gli ultimi sondaggi, i Democristiani (CDU-CSU) sono al 29 per cento e Alternative für Deutschland (AfD) è al 22 per cento; i Socialdemocratici (SPD) al 18, i Verdi al 12, i Liberali (FDP) al 4, Die Linke e il movimento di sinistra radicale (BSW) entrambi al 6 per cento.

Il proprietario di Tesla e X Elon Musk, che attraverso la piattaforma social ricopre un ruolo sempre più influente nel panorama politico internazionale, ha apertamente invitato a votare per AfD partecipando come ospite d’eccezione al lancio ufficiale della campagna elettorale del partito, a riconferma del suo posizionamento come leader spirituale della Nuova Destra nel mondo.

Il suo messaggio è stato questo: “Penso che ci si concentri francamente troppo sulle colpe del passato, dobbiamo andare oltre. I bambini non dovrebbero essere ritenuti colpevoli per i peccati dei loro genitori o addirittura dei loro bisnonni…Spero vivamente che AfD abbia successo e che Alice Weidel diventi Cancelliere”.

La strada è segnata, in qualche modo. La direzione del più ricco e potente uomo al mondo che ha messo le mani sul Deep State USA e che ha un piede dentro la Casa Bianca è politicamente prevedibile.

In Europa lo è tutt’altro. La crisi identitaria che vive la Germania è rappresentativa di una più ampia perdita di peso specifico da parte dell’Europa.

A tre anni dall’invasione russa dell‘Ucraina, l’Ue rischia di essere tagliata fuori dagli accordi di pace. Ed è già profondamente indietro sui temi cruciali e strategici che servono per governare il mondo. Anziché perseguire una bieca politica ideologica in nome di una manciata di ossessioni dovrebbe guardare al Futuro nel tentativo urgente di invocare il vero «Zeitenwende».

Ti potrebbe interessare
Esteri / Tregua violata in Libano: ucciso un soldato francese della missione Unifil. Macron accusa Hezbollah e Israele riprende i raid
Esteri / L’Iran richiude lo Stretto di Hormuz: “Il blocco navale Usa viola gli accordi”
Esteri / Aerei a rischio stop in Europa: “Le compagnie hanno scorte solo fino a sei settimane”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Tregua violata in Libano: ucciso un soldato francese della missione Unifil. Macron accusa Hezbollah e Israele riprende i raid
Esteri / L’Iran richiude lo Stretto di Hormuz: “Il blocco navale Usa viola gli accordi”
Esteri / Aerei a rischio stop in Europa: “Le compagnie hanno scorte solo fino a sei settimane”
Esteri / Iran annuncia l’apertura di Hormuz dopo la tregua in Libano. Volenterosi: Inghilterra e Francia guideranno missione pacifica nello Stretto
Esteri / Il capo del Pentagono pensa di citare la Bibbia ma è una frase del film "Pulp Fiction"
Esteri / Trump torna ad attaccare l’Italia: “Non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”
Esteri / Vance consiglia a Papa Leone di essere "molto cauto quando parla di questioni di teologia"
Esteri / L’Italia ha sospeso il rinnovo del memorandum d’Intesa militare con Israele
Esteri / Trump contro Meloni, Schlein: "Ferma condanna per attacco alla premier". Renzi: "Scaricata dal suo guru"
Esteri / Trump contro Meloni: “Scioccato dalla premier, pensavo avesse coraggio”. Poi attacca ancora il Papa: “Dovrebbe tacere sulla guerra in Iran, non capisce”