Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 08:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Opinioni

Togliamo a Istanbul la finale di Champions: la propaganda turca imbottisce anche il calcio

Immagine di copertina

La nazionale di calcio che fa il saluto militare dimostra che la Turchia ha un serio problema con la propaganda. Il commento di Luca Telese

La finale di Champions League 2020 non deve giocarsi a Istanbul

A mali estremi, estremi rimedi: togliamogli la finale di Champions League. Sarebbe opportuno che il calcio si sottrasse alla ridicola propaganda bellicista dei turchi togliendo loro il palcoscenico. A cominciare dalla finale della coppa più prestigiosa – 50 milioni di euro di introiti stimati – che dovrebbe celebrarsi quest’anno in Turchia, e che sarebbe bene portare altrove. Non a Istanbul, come previsto, il 30 maggio, ma a Londra, o a Monaco di Baviera, che sono già pronte ad ospitare la finale.

A vederla nelle immagini consegnate alla forma questa squadra di nazionali turchi che usa la ribalta del calcio per celebrare una guerra contro donne e bambini, a vederli tutti insieme, questi nazionalisti in bermuda che ci regalano in mondovisione il saluto militare, sembrerebbero un problema non serio. Invece lo sono. Sicuri della loro verità, imbottiti di propaganda, impettiti, ignari e forse in parte anche sottoposti a pressioni ambientali indicibili: sarebbe curioso sapere cosa accadrebbe ad un giocare turco se trasgredisse alla fanfara.

Uomini come il giocatore del Milan Hakan Çalhanoğlu che rivolgendosi ai microfoni di Mediaset ha voluto associarsi a quel gesto: “Siamo con la nostra nazione sempre al 100 per cento. Anche nei momenti non belli”. “Noi siamo giocatori, la politica è da un’altra parte”, ha aggiunto il campione del Milan. La politica era da un’altra parte, quando – chissà se Hakan Çalhanoğlu lo ha saputo – una banda di tagliagole uccideva e stuprava Hirin Khalaf, leader del partito del futuro siriano, colpevole solo di volere la pace e la nonviolenza.

E mentre i soldati turchi si davano un gran da fare per liberare i prigionieri dell’Isis, per farli tornare a divertirsi sui teatri di guerra. Chi sa se lo hanno detto al soldatino Cenzig Under, attaccante della Roma, che si è messo in posa da servitore del popolo anche lui, con la maglia della magica, per fortuna inseguito – grande segno di civiltà -dalle proteste dei tifosi romanisti.

Non sappiamo dove fossero loro, i soldatini imbottiti dalla propaganda: sappiamo che, se non dimentichiamo noi, la più importante coppa europea non può diventare un palcoscenico di regime.

Hevrin Khalaf, eri un fiore nel deserto: dei maiali ti hanno ucciso perché hanno paura della libertà (di L. Telese)
Turchia-Siria, chiesta la revoca della finale Champions a Istanbul
Ti potrebbe interessare
Esteri / Si rifiuta di preparare una pizza all’ananas, chef italiano licenziato: “Offende la mia cultura”
Esteri / Hong Kong: l’attivista Joshua Wong è stato condannato a scontare altri 10 anni di carcere
Esteri / Navi in fiamme nello Stretto di Hormuz: Corea del Sud invia una squadra navale
Ti potrebbe interessare
Esteri / Si rifiuta di preparare una pizza all’ananas, chef italiano licenziato: “Offende la mia cultura”
Esteri / Hong Kong: l’attivista Joshua Wong è stato condannato a scontare altri 10 anni di carcere
Esteri / Navi in fiamme nello Stretto di Hormuz: Corea del Sud invia una squadra navale
Esteri / Dagli Epstein Files ai conflitti d’interesse: cosa cambia per Trump dopo la conquista del Congresso da parte dei democratici
Esteri / Melania Trump incontra i rappresentanti di Russia e Ucraina in vista dei colloqui di Abu Dhabi
Esteri / Israele: il presidente Herzog chiede ai partiti un compromesso dopo le elezioni “senza vincitori”
Esteri / Elezioni negli Usa, l'Iran esulta: “Voto contro la guerra”. Trump smentisce offensive "immediate” contro Teheran. Khamenei minaccia di "allargare il conflitto" in caso di nuovi attacchi
Esteri / Tutti i record delle elezioni di Midterm e del voto nei singoli Stati degli Usa
Esteri / Abdul El-Sayed: chi è il primo senatore musulmano eletto nella storia degli Stati Uniti
Esteri / Chi è James Talarico: l’ex seminarista e primo democratico eletto senatore degli Stati Uniti in Texas dal 1988